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Giunta rgionale approva proposta di legge sulla casa

Basilicata

La legge è finalizzata al rilancio dell’economia mediante il sostegno all’attività edilizia ed al miglioramento della qualità architettonica, energetica ed ambientale del patrimonio edilizio esistente

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Su proposta del Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti e degli Assessori ai Lavori Pubblici Giuseppe Gentile, e all’Urbanistica, Piero Aiello, la Giunta ha approvato, nella seduta di ieri, la proposta di Legge sulla casa.
La proposta «Misure straordinarie a sostegno dell’attività edilizia finalizzata al miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale» – informa una nota dell’Ufficio Stampa della Giunta – che passa ora all’esame del Consiglio regionale, recepisce, la normativa sulla casa del Governo nazionale e sostituisce, di fatto, la legge che era stata approvata dalla precedente Giunta e che era stata impugnata dal Governo Berlusconi davanti alla Corte Costituzionale.
«La legge – ha detto l’Assessore Gentile (in foto) - consta di dieci articoli ed è frutto dell’intesa Stato-Regioni. E' finalizzata al rilancio dell’economia mediante il sostegno all’attività edilizia ed al miglioramento della qualità architettonica, energetica ed ambientale del patrimonio edilizio esistente. Riguarda – aggiunge Gentile – solo le abitazioni ma può interessare anche gli edifici a destinazione non residenziale purchè la destinazione d’uso finale delle unità immobiliari sia almeno del 70% residenziale. Per perseguire queste finalità, l’intesa Stato-Regioni prevede l’esecuzione di interventi di ampliamento e di demolizione di edifici residenziali riconoscendo alle singole Regioni diverse determinazioni che, in effetti, possono promuovere ulteriori forme di incentivazione volumetrica».
La legge prevede, tra le diverse tipologie di intervento, quelle relative all’ampliamento e alla demolizione e ricostruzione. Possono essere interessati da interventi di ampliamento o demolizione/ricostruzione gli edifici residenziali che hanno un uso residenziale superiore al 70% del totale; possono essere oggetto di interventi anche gli edifici non residenziali, purchè la destinazione d’uso finale sia almeno pari al 70% del totale e, in particolare:
a) edifici e loro pertinenze;
b) edifici residenziali ubicati in aree urbanizzate, nel rispetto delle distanze minime e delle altezze massime dei fabbricati;
c) edifici residenziali ubicati in aree esterne agli ambiti dichiarati in atti formali a pericolosità idraulica e da frana elevata o molto elevata;
d) edifici in corso di costruzione e non ancora ultimati;
e) edifici anche a destinazione non residenziale purchè la destinazione d’uso finale delle unità immobiliari sia almeno al 70% residenziale.
La proposta di legge contiene anche due articoli che riguardano la riqualificazione delle aree degradate ed un’integrazione alla Legge urbanistica n.19/2002.

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