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S. Gerardo, il terzo quadro: il passaggio tra sacro e profano

Basilicata

L'associazione San Gerardo la Porta nell'organizzazione: omaggio a San Gerardo anche durante la parata del 29

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«STIAMO lavorando tanto, davvero tanto, e speriamo di poter ottenere un buon risultato». Ovvero, «far divertire e, soprattutto, provare a riportare alla luce un pezzo delle nostre tradizioni». A togliere un po’ di polvere dagli usi di un tempo e a superare alcuni luoghi comuni, in attesa delle giornate dedicate alla festa patronale, ci prova anche l’associazione San Gerardo La Porta, nata alcuni anni fa nella parrocchia di San Gerardo.
«Abbiamo cominciato a lavorare appositamente sulla processione del trenta maggio, quella delle festa religiosa», spiega Raffaele Molinari, uno dei soci fondatori dell’associazione presieduta da don Vito Telesca. A lungo si sono occupati della giornata dedicata esplicitamente al Santo nella due giorni che contraddistingue la festa patronale di Potenza. Ma quest’anno «abbiamo ricevuto l’onore di essere stati invitati al tavolo tecnico che, con il coordinamento del Comune, si sta occupando di organizzare e allestire la rievocazione del 29 maggio», che propone alcune novità (in via sperimentale, e con l’impegno di istituzionalizzare l’evento nei suoi caratteri storici attraverso un percorso in consiglio comunale).

Così, anche il 29 sera, ci sarà il contributo “religioso”. «Stiamo coinvolgendo molti ragazzi nella parte di programma che ci vede supportare l’organizzazione. Quest’anno, durante tutta la parata, con partenza dal campo sportivo Viviani, ci sarà anche una fiaccolata. E’ il nostro modo di ricordare la sofferenza che in questo momento vive la città, per dire che non dimentichiamo Elisa Claps e siamo vicini alla sua sofferenza e a quella della sua famiglia, oltre che di celebrare il nostro Santo».

Superata la prima parte della parata (due quadri storici, a Porta Salza e piazza Matteotti, anticiperanno il contributo dell’associazione San Gerardo La Porta), giunti nel cortile della cattedrale, prevedibilmente intono alle 22, si avvierà una veglia di preghiera preparata da Don Gerardo Messina e che sarà conclusa dal vescovo Superbo. Prima però, anche don Gennaro Curcio terrà una breve riflessione filosofica».

Il terzo quadro, allestito dall’associazione, quello che ricongiungerà la festa laica alla riflessione spirituale si aprirà con un gesto simbolico. Nel cortile sarà portata la statua di San Gerardo conservata nella cattedrale, quella di legno, più piccola, ma molto antica. «Sarà lasciata sul sagrato – anticipa Molinari - mentre il piccolo coro della parrocchia animerà l’inizio della veglia».

Promettono un’atmosfera piuttosto suggestiva «anche perchè alcune luci del centro storico saranno spente e i membri dell’associazione saranno vestiti con il costume tradizionale».

L’impegno, spiegano, «è quello di recuperare le tradizioni di un tempo. Per esempio, l’anno scorso, abbiamo messo in piedi la sagra della strazzata presentando ai cittadini anche il cutturiedd’.

Quest’anno avevamo già contattato alcune signore della città per coinvolgerle nell’offrire pasta di casa cucinata “in diretta”, in piazza, per rendere tutti partecipi dei segreti della cucina tradizionale potentina. Poi i tragici e dolorosi avvenimenti di questi giorni, con la vicenda Claps che ha chiamato la città ad affrontare un nuovo clima di sofferenza, abbiamo pensato che non sarebbe stato il caso. Rinviamo più in là, ci penseremo all’avvicinarsi del 30 ottobre, data ufficiale della celebrazione di San Gerardo».

Per adesso «ci concentriamo sulla tradizione e tentiamo di recuperarla». E si rivolgono soprattutto «agli adolescenti, ai ragazzi più piccoli che stiamo “reclutando”, anche ricevendo in cambio grande entusiasmo, nelle parrocchie della città. Quello che vorremmo riuscire a fare è spiegare perché si è deciso di cambiare la “sfilata”, di rinnovarla riprendendo tradizioni perse nel tempo, spiegando che cosa significano i gesti, i personaggi, le parole». E poi, a dirla tutta, «ci piacerebbe che a partire dai più piccoli la consapevolezza si diffondesse ai più grandi. Neanche gli adulti, in fondo, conoscono ogni segreto della parata dei turchi».

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