Salta al contenuto principale

Manovra anticrisi, province e pedaggio
la ribellione non si placa

Basilicata

Il presidente del Consiglio rassicura che nella legge non si parla delle Province da sopprimere. Nel mirino anche i pedaggi sull’A3

Tempo di lettura: 
1 minuto 13 secondi

Berlusconi rassicura le province "a rischio" e da Parigi ribadisce: nella manovra «non c'è nessun accenno alle Province». Un sospiro di sollievo dopo le polemiche perchè nell’ultima stesura del testo della manovra all’art. 5 si parlava proprio di soppressione delle mini-province, nonostante la materia sia regolata dall’art. 133 della Costituzione. Tanto che – si ragiona in ambienti parlamentari – anche il Quirinale avrebbe espresso dubbi. Ora lo scenario più credibile è che la questione del riordino delle circoscrizioni provinciali possa essere trattata nell’ambito della Carta delle Autonomie: «Il governo – ha detto Castiglione – ha deciso che la materia sarà affrontata nella discussione già in atto sulla «Carta» che «all’articolo 14 parla di razionalizzazione e lo si farà coerentemente con l'articolo 133 della Costituzione».
Il giudizio delle Province sulla manovra rimane però negativo a causa di tagli ritenuti troppo pesanti per gli enti locali: 1 miliardo e 800 milioni in tre anni oltre alle ricadute prevedibili sulle stesse province per il contributo chiesto alle regioni.
Ma oltre al nodo province, che sembra essersi sciolto, ancora tutta da incassare è la "sorpresa" legata ai nuovi pedaggi sulle autostrade, tra cui la Salerno-Reggio Calabria. Intanto nuovi pedaggi da luglio per gli automobilisti. Uno o due euro (iva esclusa), a seconda della classe dell’auto, si pagheranno in uscita dagli attuali caselli che sono collegati con autostrade e raccordi gestiti dall’Anas. Presto anche il ticket su alcune tratte dell’Anas, tra cui la Salerno-Reggio Calabria, il Grande raccordo anulare di Roma e la Roma-Fiumicino.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?