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Obiettivo reinserimento sociale

Basilicata

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di ROSSELLA MONTEMURRO
MATERA - Arruolare 2000 unità nella polizia penitenziaria, investire nell'edilizia penitenziaria con una cifra che si aggira intorno ai 700 milioni di euro sia per la ristrutturazione di istituti sia per la realizzarne di nuovi e una normativa che possa comprendere misure alternative alla detenzione.
Sono queste le tre direttrici lungo le quali si stanno muovendo l'Amministrazione e il Governo, con il decreto varato dal Consiglio dei ministri per fronteggiare l'emergenza carceri. E' quanto ha affermato ieri a Matera, durante la festa del Corpo di polizia penitenziaria, il provveditore regionale dell'Amministrazione penitenziaria della Basilicata Tommaso Contestabile.
«In merito al problema del sovraffollamento delle carceri, - ha detto Contestabile - stiamo vivendo un momento di particolare criticità. La Basilicata ha all'interno dei suoi tre istituti (Matera, Potenza e Melfi, ndr) circa 150 detenuti in più di quelli che è possibile tollerare in questo momento. L'altra criticità è quella gli organici: in regione sono 403 uomini e 35 donne, su una previsione di organico, pensata tra l'altro in assenza di molti dei servizi assunti oggi, di 497 unità. A fronte di tale diminuzione progressiva di unità di polizia si assiste a un incremento, sempre più massiccio, di popolazione detenuta o in esecuzione penale esterna.
In questi giorni, su una capienza regolamentare di 408 e una tollerabile di 628 posti, sono presenti nelle carceri lucane circa 680 detenuti: i due terzi sono condannati, un terzo imputati, una ventina le donne. Gli stranieri sono una fetta consistente della popolazione ristretta, i tossicodipendenti più del 23%. I soli detenuti in regime di alta sicurezza sono poco meno di 190.
Si tratta di criticità che avrebbero dovuto essere affrontate all’indomani dell'ultimo indulto quando sono stati scarcerati circa 25.000 detenuti.
Bisognava cercare di fronteggiare il rientro massiccio con delle riforme strutturali, il problema viene da lontano.
Dobbiamo dare atto all'attuale Governo e all'attuale vertice dell'Amministrazione penitenziaria che in un momento di crisi di carattere generale, essere riusciti a portare alla ribalta il problema carcerario con un decreto d'emergenza, è un grosso risultato».
Non mancano i progetti di inserimento che stanno andando avanti con la Regione, le Province e i comuni per accelerare l'inclusione dei detenuti nelle strutture esterne: «In Basilicata ho trovato gli enti locali sensibili al problema carcerario. - ha sottolineato Contestabile - Con gli strumenti, i mezzi e le norme a disposizione in questo momento ritengo che qualcosa potremmo fare.
Ultimamente c'è stata una delibera della Regione sulla commissione per l'inclusione lavorativa dei detenuti all'esterno delle strutture penitenziarie».
Il comandante di Matera, commissario Bellisario Semeraro, ha illustrato le principali attività svolte nei primi mesi del 2010 negli Istituti penitenziari di Matera, Potenza e Melfi e nell'Istituto penale per minorenni di Potenza.
«Un primo e fondamentale dato - ha detto il comandante - riguarda il numero di detenuti che complessivamente hanno fatto ingresso e che sono stati scarcerati dai quattro istituti penitenziari dalla Regione Basilicata; si tratta di un dato che valorizza e qualifica il lavoro del personale di polizia penitenziaria impiegato negli uffici matricola.
Dall'inizio dell'anno fino al 30 aprile hanno fatto ingresso 458 detenuti e ne sono usciti 494.
Fino al 30 aprile sono stati compiuti complessivamente 105 atti di Polizia Giudiziaria di cui 93 delegati dalla Autorità Giudiziaria e 12 di iniziativa, tra cui alcune informative di reato e sequestri per fattispecie consumate all'interno degli istituti penitenziari.
Nella maggior parte dei casi si tratta di reati quali ingiuria, minaccia, resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale e lesioni personali, le cui vittime spesso sono proprio i poliziotti penitenziari. Tali episodi ben evidenziano le difficoltà che gli agenti di Polizia Penitenziaria quotidianamente affrontano per garantire elevati standard di sicurezza, e ciò vale soprattutto per chi opera all'interno delle sezioni detentive dove un ruolo fondamentale è ricoperto dalla attività di prevenzione.
Spesso però la prevenzione non è sufficiente ad evitare eventi critici importanti quali gli atti auto ed etero aggressivi: nel periodo di riferimento gli eventi critici sono stati 94 e tra questi vale la pena ricordare i 7 tentativi di suicidio ad opera di persone detenute, sventati solo grazie all'intervento tempestivo ed efficace del personale di polizia penitenziaria».
Alla cerimonia che si è svolta ieri in piazzetta Pascoli hanno partecipato anche i direttori delle case circondariali di Potenza (Michele Ferrandina), di Matera (Maria Teresa Percoco) e di Melfi, Giuseppe Altomare, il questore di Matera, Carmelo Gugliotta, il colonnello dei carabinieri Domenico Punzi e il comandante della Legione Carabinieri Basilicata, generale di brigata Mauro Cipolletta.
La Uil penitenziaria ha ricordato i gravi problemi della categoria, affiggendo uno striscione davanti alla casa circondariale di Matera con la scritta “I disagi della Polizia penitenziaria meritano più di una festa di piazza”.
«A nostro avviso la polizia penitenziaria della Basilicata non ha nulla da festeggiare visto le condizioni di grave emergenza che continuiamo a denunciare per la drammatica carenza di personale nella struttura di Potenza. Risulta anche una grave situazione di carenza di personale all'istituto per minori di Potenza. Solo da poco abbiamo avviato un lavoro certosino per riorganizzare la struttura materana che all'apertura totale potrebbe avere enormi difficoltà. Il lavoro straordinario, inoltre, non sempre viene pagato regolarmente», ha affermato il vice segretario nazionale della Ugl Polizia Penitenziaria Vito Messina.
Anche il Sappe, per protesta, non ha partecipato alla festa.

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