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Sanità, i farmacisti di Catanzaro
si preparano alla mobilitazione

Basilicata

Federfarma chiede risposte concrete ai problemi che attanagliano le Farmacie dei territori di competenza dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro

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I farmacisti della provincia di Catanzaro si preparano alla serrata ed intanto Federfarma, ha diramato una nota nella quale si esprime «delusione e sdegno per il disimpegno e il disinteresse degli organi regionali nei confronti di un tema scottante che non ha finito di essere inutilmente rimbalzato da un responsabile all’altro. Dopo l’iniziale apertura del neo eletto governo regionale, – si legge – ritornato i problemi di sempre ma in uno stadio di allarmante gravità. Le farmacie sono al collasso: a causa dell’inadempimento della parte pubblica, da quattro mesi sono costrette a sostenere i pesanti costi di approvvigionamento dei farmaci dai distributori intermedi, perchè l’ASP del territorio non è in grado di garantire la correttezza dei pagamenti per come la legge prevede. Il costante ritardo nei rimborsi dovuti alle farmacie per la distribuzione convenzionata a carico del SSN, assestato, oramai, da tempo, sui quattro mesi, oltretutto, non accenna a migliorare; e dinanzi all’aria rassegnata dei dirigenti dell’ASP, che non lascia spazio a confortanti previsioni, i farmacisti della provincia di Catanzaro hanno il dovere di agire a tutela dei propri interessi, economici e professionali, anche a difesa dei colleghi farmacisti che le saracinesche le hanno abbassate per sempre. Da qui – scrive Federfarma – la decisione di intraprendere nuovamente la strada della astensione collettiva, decisione esasperata ma necessaria al fine di scongiurare, almeno per il momento, l’assistenza indiretta, che scaricherebbe direttamente a carico del cittadino il costo dei farmaci reperiti in farmacia, con facoltà di quest’ultimo di rivolgersi in un secondo momento all’ASP del territorio per ottenerne il rimborso. Soluzione, questa, di grave impatto sociale che creerebbe la paralisi del sistema».
Il Consiglio Direttivo dell’associazione, quindi, «ha deliberato l’urgenza di una forma di protesta efficace, con la consapevolezza che soltanto un immediato intervento regionale potrà evitare che la stessa si inasprisca fino a raggiungere i livelli predetti. E' fallito, come era facile prevedere, il tentativo obbligatorio di conciliazione svoltosi dinanzi a Sua Ecc.za il Prefetto di Catanzaro il 15 giugno scorso, dinanzi ad una dirigenza regionale ancora impegnata a verificare i dati e i numeri ereditati dal governo uscente ed una dirigenza ASP che denuncia solo disavanzi di cassa, in grado di offrire ai farmacisti solo briciole, a fronte dell’enorme debito accumulato. Nonostante sia intervenuto il pagamento di una mensilità a fronte delle 2 mensilità richieste, in sede di conciliazione, nessuna certezza sulla regolarità dei pagamenti futuri, nessun tavolo di concertazione, nessuna apertura verso un reale ammodernamento del sistema farmaceutico. In virtù di tutto ciò, Federfarma Catanzaro – è scritto – è giunta alla determinazione di proclamare ed attuare a livello provinciale una importante forma di agitazione nell’assistenza farmaceutica, consistente nella chiusura delle farmacie della provincia di Catanzaro, allo scopo di fornire una risposta concreta ai problemi che attanagliano le Farmacie dei territori di competenza dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, di offrire la solidarietà dell’intera categoria, a quelle farmacie che più risentono dei gravi ritardi nei pagamenti, alle famiglie dei dipendenti delle farmacie in crisi, tenendo viva così nell’opinione pubblica la reale gravità del problema».

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