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Piano Casa. L'assessore Gentile replica alle accuse di Carlo Guccione (Pd)

Basilicata

L'assessore regionale ai LAvori Pubblici, Giuseppe Gentile, ha replicato piccato alle accuse mosse dal consigliere regionale del Pd, Carlo Guccione, definite «inventate di sana pianta»

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Nel corso della riunione della Commissione Ambiente, cui ero stato invitato a discutere, insieme ai consiglieri commissari, del Piano Casa recentemente approvato dalla Giunta Regionale, il consigliere Pd Guccione ha posto questioni relative ad un’altra legge, la 36 (Politiche a sostegno della casa). A tal proposito Guccione ha rilasciato una dichiarazione con la quale vengono del tutto inventate di sana pianta motivazioni speciose con il solo obiettivo di contrastare l'operato della Giunta e del sottoscritto». Lo afferma, in una nota, l’assessore regionale alle Infrastrutture ed ai Lavori pubblici, Giuseppe Gentile, replicando al consigliere regionale del Pd. «Unitamente alla Giunta cui mi onoro di appartenere - aggiunge – abbiamo in realtà attuato un provvedimento che è di sospensione della Legge 36, senza alcuna logica di rivalsa, come sostiene Guccione, ma soltanto perchè preoccupati di verificare due cose precise: come mai 7-8 imprese hanno potuto monopolizzare tutto, violando gli stessi criteri stabiliti dalla commissione, e come mai questi finanziamenti, ammontanti a circa 155 milioni di euro, siano stati concentrati in una sola provincia, a discapito delle altre. Tra l’altro, che l’intera operazione sia stata gestita molto male dalla passata gestione di centrosinistra, è testimoniato dal fatto che è già in atto un contenzioso, con ben 33 ricorsi al Tar, inerenti questa vicenda». «E', questo, e non altri – dice ancora Gentile – il motivo principale che ha ispirato il provvedimento di sospensione per due mesi dell’atto deliberativo in questione. Il solo dichiarato obiettivo perseguito dall’Assessorato e dalla Giunta Scopelliti è quello di consentire, oggi, agli uffici ed ai tecnici di verificare la giustezza e la regolarità del citato provvedimento. Quindi, non vediamo nè l’assurdità, nè la gravità lamentate da Guccione. Stiamo piuttosto esercitando il diritto dovere di buona amministrazione nell’interesse vero di tutti i calabresi».

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