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Restivo, è battaglia sul dna

Basilicata

Prelievo forzato: dubbi della difesa sulla procedura. Il gip rigetta

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LONDRA - Tutto come previsto. Danilo Restivo, arrestato in Gran Bretagna per l’omicidio della sua dirimpettaia, la sarta 48enne Heather Barnett, e accusato in Italia per la morte della studentessa Elisa Claps, è comparso brevemente ieri mattina - mediante videoconferenza – presso la Westminster Court di Londra. Oggetto dell’udienza, durata poco più di 10 minuti, il mandato di arresto europeo spiccato ai danni di Restivo su richiesta dei magistrati di Salerno. Che, stando a quanto riferito dai funzionari della Westminster Court, il tribunale responsabile per i casi di estradizione, crimini gravi e terrorismo, è stato «aggiornato». Procedura che verrà ripetuta ogni 28 giorni. Il processo che lo vede coinvolto, con l’accusa di omicidio, inizierà il 24 settembre prossimo, con l’udienza preliminare 'dichiarativa – durante la quale Restivo si proclamerà davanti al giudice «colpevole» o «innocente». Quella di ieri mattina è stata - e sarà così fino alla fine del processo inglese - una mera procedura amministrativa. Un modo, cioè, per mantenere in piedi i tempi del procedimento penale italiano per l’omicidio di Elisa Claps con la riaffermazione periodica del mandato di arresto europeo. Procedura che - purtroppo - nulla concede ai giudici italiani relativamente alla possibilità di svolgere attività di indagine che abbiano a che fare con l’indagato, a iniziare dall’interogatorio (ma anche eventuali confronti). Ma, a prescindere da questo,la Procura di Salerno (due sostituti presso il Tribunale, D’Alessio e Volpe) e un sostituto procuratore Generale (De Luca Musella) continuano le indagini. E’ di questi giorni la battaglia sul Dna che è stato coattivamente prelevato a Restivo, non con prelievo di sangue ma con l’acquisizione di effetti pesonali (lo spazzolino da denti, per esempio). La difesa di Restivo ha seri dubbi sulla legittimità della procedura adottata dai magsitrati. Soprattutto per l’assenza del difensore al momento dell’assunzione. Eppure, nelle settimane scorse, era stata questa stessa difesa ad affermare la piena disponilità di Restivo a sottoporsi al test del Dna. La stessa difesa che aveva esultato alle notizie (in verità non confermate) sul mancato ritrovamento del Dna di Danilo da parte dei consulenti. Ma il gip Attilio Iorio ha rigettato la richiesta sull'inammissibilità.

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