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Matera, Adriano Cadregari è il nuovo tecnico

Basilicata

Manca solo l'ufficialità,ma sarà presentato domani mattina alle 11 al San Domenico insieme alla riconferma di Gino Dimitri

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di Renato Carpentieri
Non è ufficiale, ma ufficiosamente è Adriano Cadregari l’obiettivo del Matera per lòa panchina nel prossimo campionato di Seconda Divisione. Ma, intanto, il diesse Dimitri, primo punto da ufficializzare per la prossima stagione (e sarà fatto domani mattina alle 11 al San domenico dove sarà presentato anche il nuovo tecnico) , è sulle tracce di un giocatore di spessore. Come dire che il Matera è già proiettato a preparare la squadra che tra non più di quindici giorni andrà in ritiro, perchè la Coppa Italia di Lega Pro inizia il 15 agosto e quindi la programmazione del lavoro è in prospettiva a giungere all’appuntamento al meglio.
CADREGARI- Manca la firma, la conferma ufficiale o il comunicato, ma il tecnico giovedì sera era a Matera ed è stato visto con i vertici della società presso un albergo cittadino e insieme al direttore sportivo Gino Dimitri e sta già lavorando come fosse già il tecnico che guiderà i biancazzurri nel prossimo campionato di Seconda Divisione. Torna in campo Adriano Cadregari. Dalla scivania in Prima divisione a Lecco a Matera in campo, nuovamente in discussione. E’ un po’ la vita di questo istrionico tecnico che ha il suo tallone d’Achille sulla passionalità con cui vive la partita e le tante espulsioni che si guadagna grazie a questo suo carattere. Però, per arrabbiarsi bisogna credere in qualcosa. E certamente Cadregari è uno che fa della tattica un punto fermo del suo modo di intendere il calcio. Zemaniano, come lo era anche Rizzo e infatti Cadregari nel 1999-00 era stato scelto per sostituire Delio Rossi alla Salernitana fresca di retrocessione dalla serie A. Forse il momento peggio del calcio granata, infatti dopo un inizio confortante in B ci fu l’esonero, poi il ritorno e un nuovo addio. Ma Salerno è una piazza “calda” e ci sono mille fattori che scatenano gli eventi, però Cadregari in quel frangente perse il cosiddetto treno per il calcio che conta. Non è il primo allenatore valido a non trovare spazio in un mondo in cui comandano scuderie di procuratori senza scrupoli e con pochi cavalli di razza nelle proprie fila.

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