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Malore sul tetto dell'ospedale

Basilicata

Si inasprisce la protesta per l'ospedale di Tinchi, uno dei manifestanti si è sentito male, è Donato Fuina vice presidente di Cittadini Attivi

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di FABIO SIRAGO
Primi malori e nuovi aderenti alla protesta sul tetto dell’ospedale di Tinchi di Pisticci. Ieri mattina, l'addetto stampa del Movimento “Cittadini Attivi di Bernalda e Metaponto”, Antonio Forcillo, ha reso noto che al quarto giorno di presidio a oltranza, Donato Fuina, vice presidente del Comitato, ha accusato un malore mentre, insieme ad altri membri dell'associazione e del “Comitato di difesa per l'Ospedale di Tinchi”, era costantemente asserragliato sul tetto più alto del nosocomio metapontino. E' stato prontamente soccorso dagli altri manifestanti e dal personale medico dell'ospedale, che dopo i primi rilievi diagnostici ha momentaneamente attribuito la causa del malore a una crisi ipotensiva e ipoglicemica. Attualmente Fuina è in osservazione, ma sta bene, mentre la protesta continua a oltranza. Ricordiamo che da qualche giorno l’ospedale di Tinchi non ha più il Pronto soccorso, sostituito da un’ambulanza medicalizzata sottratta all’ospedale di Policoro. Intanto, sempre ieri mattina, i coordinatori del Pdl pisticcese, Domenico Lazazzera e Nicola Panetta, hanno manifestato solidarietà ai protestanti, restando sul tetto fino alle 14, quando hanno ricevuto rassicurazioni sull’apertura di un tavolo regionale. «Non siamo appiattiti sul progetto di Stella Maris -ha commentato Lazazzera- e vogliamo preservare il nostro ospedale». Sulla questione è intervenuto anche il coordinatore provinciale del partito di Berlusconi, Cosimo Latronico: «Ho chiesto al Prefetto di Matera di intercedere presso l'assessore regionale alla Sanità, Attilio Martorano, affinché già nelle prossime ore convochi i componenti del Comitato Cittadini Attivi di Bernalda e Metaponto, che insieme ad altri membri dell'associazione e del Comitato di difesa per l'ospedale di Tinchi, da alcuni giorni stanno manifestando sul tetto dell'ospedale contro il trasferimento di personale e reparti verso il nosocomio di Policoro. Invito i cittadini a desistere da questa pericolosa forma di protesta -ha detto Latronico- e allo stesso tempo auspico che pur nel quadro di razionalizzazione della spesa sanitaria regionale si definisca una vocazione che valorizzi il presidio ospedaliero di Tinchi, di estrema importanza per tutta l'area». I Cittadini Attivi hanno diffuso un «appello disperato in difesa di un ospedale». Questo l'ennesimo grido del comitato bernaldese giunge dal tetto della struttura di Tinchi dove si trovano da quattro giorni. I membri del comitato, riferendosi alla struttura, parlano di vittima che pian piano viene smontata e quindi subisce una lenta agonia così come il territorio che in questi anni si è servito del presidio ospedaliero. In una nota, diramata dal comitato, si legge: «E' l'ospedale pubblico di Tinchi di Pisticci, vittima di un vero e proprio piano a dir poco criminale. Lo stanno letteralmente smontando pezzo dopo pezzo, reparto dopo reparto. Negli anni scorsi -continua ancora la nota dell'addetto stampa Antonio Forcillo- avevano illuso il grande bacino di utenza locale (50.000 persone in inverno e ben 350.000 come in questi giorni d'estate), che le chiusure per ristrutturazioni transitorie di molti reparti come ostetricia, sale parto, pediatria, chirurgia sarebbero servite per riammodernare il nosocomio. Così è stato, infatti, sono stati spesi svariati milioni di euro solo che nel frattempo hanno deciso di chiuderlo definitivamente per “regalarlo” a una fondazione privata che si occuperà di “ricerche in neuropsichiatria infantile”, creando ulteriori dubbi e inquietudini alla già provata popolazione costretta a inenarrabili calvari».

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