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Matera, c'è un'intesa fantasma

Basilicata

Lunedì convocato il Consiglio comunale ma la soluzione è tutt'altro che vicina. Cotugno: «L'ipotesi d'accordo c'è ed è quella voluta da Speranza, altre soluzioni dall'esito imprevedibile».

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di PIERO QUARTOMATERA - Lunedì è in programma il Consiglio comunale di Matera che dovrà eleggere il presidente e sciogliere le difficoltà politiche di queste settimane.
La convocazione ufficiale del presidente Antezza è stata inoltrata proprio in queste ore, di certo però una soluzione pare ancora lontana.
Il centrosinistra continua a dibattersi tra più sentimenti e posizioni. Il Pd rimane ancora, almeno per la gran parte, fermo all’accordo trovato domenica notte alla presenza del segretario regionale Speranza che prevede due assessori ad Antezza, uno con il capogruppo a Santochirico e un quarto (senza i Popolari Uniti) all’asse Bubbico-Chiurazzi con una corposa rivisitazione delle deleghe che toglierebbe Pisus, Lavori Pubblici, Turismo e Attività Produttive a Lista Stella e Italia dei Valori per procedere ad una rimodulazione. Idea quest’ultima che non piace affatto a Idv e Lista Stella e che ha provocato l’impasse di lunedì scorso. Molti i mal di pancia anche in una parte del Pd (il cosiddetto asse Bubbico-Chiurazzi) che vorrebbe rapporti di forza diversi e paritari nel partio. In tutto questo lo stallo non sembra avere fine. Una soluzione, malgrado il lavoro delle colombe, sembra ancora lontana. Idv e Stella non mollano alcuna delega e anzi chiedono di arrivare senza troppi scossoni all’accordo.
LE PAROLE DI COTUGNO - Nel Pd la prospettiva non appare chiara anche se a far luce ci pensa Angelo Cotugno che parla della necessità di rispettare: «l’accordo che c’è già», ogni «altra ipotesi sarebbe dall’esito imprevedibile».
Le parole di Cotugno mirano a sottolineare la responsabilità politica di un accordo sottoscritto con la benedizione del segretario regionale Speranza.
«In tutto questo lungo periodo i partiti, non i consiglieri, non sono riusciti a trovare alcun accordo ovvero un accordo che potesse tenere insieme tutta la maggioranza» si legge nella nota. «Già nel corso del primo Consiglio comunale la determinazione a voler comunque votare ha prodotto una rottura nella maggioranza e nel gruppo del PD. La complessità di quella situazione è stata tale da richiedere, nella gestione della vicenda, la presenza fisica e l'autorevolezza del ruolo del segretario regionale del PD. Questa condizione, la presa in carico della vicenda direttamente da parte del segretario regionale , insieme alla disponibilità del Sindaco e alla volontà di tutto il gruppo consiliare dello stesso PD, ha dato l'opportunità di produrre un accordo che vede la disponibilità di tutti a votare il presidente del consiglio proposto e lasciando al PD il ruolo guida nella giunta». In sostanza c’è l’accordo a votare Massenzio con il Pd che assuma quattro assessori in giunta. «Saremmo quindi tutti pronti a superare ostacoli e diffidenze per procedere al completamento degli organi di governo e creare le normali condizioni per portare avanti il programma della coalizione. Ogni altra soluzione rischia di aprire scenari il cui esito è imprevedibile. Far saltare quell'accordo è come mettere in discussione il ruolo del Sindaco, vuol dire minare la coesione del gruppo e più di ogni altra cosa ledere la credibilità del segretario regionale del PD».
Insomma non c’è in gioco solo una scelta politica comunale ma la credibilità stessa del ruolo di Adduce e dello stesso Speranza.
Freddezze e divergenze però nel Pd sembrano un dato di fatto e Cotugno tiene anche a precisare come «non si può però far passare quanto accade semplicemente come uno scontro fra correnti, gruppi, sottogruppi mentre qualcuno ha forse già soddisfatto le proprie ambizioni. Non si può far passare il messaggio che chi ha la responsabilità di governo non è in grado poi di esercitarla poiché i consiglieri lo ostacolano anche quando provano a svolgere anche in parte il proprio ruolo». Qui il messaggio, chiaro, è al sindaco Adduce direttamente.
LE POSIZIONI - Il Pd, dunque, almeno una parte di esso appare indisponibile ad accordi diversi rispetto a quelli concordati domenica scorsa, Stella e Idv insistono sulle deleghe e non sono disponibili a perderne altre. Lo stallo appare sostanziale ed in tutto questo, come aggravante, potrebbe maturare anche il malumore dei partiti minori della maggioranza.
L’accordo iniziale prevedeva due assessorati: uno al centro (i Popolari hanno avuto la precedenza sull’Api) ed un altro a Sinistra (Sinistra per Matera ha prevalso sui Socialisti). La scelta però del quarto assessore al Pd non permetterebbe di sostituire in giunta la dimissionaria Bengiovanni dei Popolari Uniti e ciò potrebbe, stando ai bene informati, mettere di traverso i tre partiti minori che contano un solo consigliere ma che costituiscono comunque parte della maggioranza cioè Popolari Uniti, Socialisti e Api.
LE PROSPETTIVE Difficile qualsiasi previsione, l’accordo nella maggioranza salverebbe gli equilibri interni e terrebbe fermo l’asse politico a sostegno di Adduce. Ma le incognite e i veti incrociati sono tanti, probabilmente troppi. Tutta da verificare a questo punto anche la scelta delle opposizioni che potrebbero rispondere all’eventuale proposta del sindaco Adduce e non è da escludere, la voce gira insistente in queste ore, che lo stesso primo cittadino possa proporre all’opposizione la presidenza del Consiglio per uscire dall’imbarazzo. In quel caso il nome buono potrebbe essere Toto, anche questa soluzione però difficilmente terrà insieme tutta la maggioranza ed allora è lecito pensare che la vera incognita, oggi, è quale maggioranza si troverà a sostenere il sindaco dopo il Consiglio di lunedì.
Non sarà infatti solo un voto istituzionale ma un voto dagli evidenti risvolti politici.

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