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Piot a Matera. Scatta la rivolta
contro i tagli della Regione

Basilicata

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di ANTONELLA CIERVO
«Stravolgimento del progetto dei Piot». «Ipotesi da rigettare in toto». «Turismo molecolare». Non si sono sprecati i giudizi negativi sulla proposta di rimodulazione dei Piot che ieri ha riunito nella sala riunioni dell'Api di Matera soggetti istituzionali e privati, intenzionati a far sentire la propria voce.
L'iniziale disponibilità finanziaria pari a 100 milioni, ridotta a 60, richiede scelte che a quanto pare, affideranno il compito di scegliere, ridurre, tagliare agli enti territoriali.
Un ruolo che nessuno è intenzionato a portare a termine.
L’esame riguarda anche i contenuti del provvedimento che potrebbero contenere anche elementi utili ad un ricorso al Tar. L’ultima spiaggia, certamente, ma ormai non si può escludere nulla.
E, affinché i termini della vicenda siano chiari, istituzioni e componente privata dei Piot hanno cominciato a far sentire il proprio no. Dopo le proteste dei giorni scorsi, il Comune e la Provincia hanno inviato un telegramma al Presidente della Regione Vito De Filippo in cui chiedevano un incontro urgente. Al silenzio che ne è seguito, l'assessore comunale al Turismo Antonio Giordano ha risposto con una nuova comunicazione, inviata ieri in cui si rinnova la richiesta «Per definire la posta finanziaria assegnata in sede d'adozione della delibera di giunta del 5 luglio scorso n. 1094». Sotto accusa ci sono anche i parametri di valutazione applicati dalla commissione che vanno da alto a medio e sufficiente i cui criteri secondo l'assessore Giordano buttano «A mare un lavoro progettuale integrale consumato per qualche anno con la partecipazione di volontari pubblici e privati facendo mancare di fatto gli obiettivi delle 4 “M” (Matera, Metapontino, Melfese e Maratea) indicati all'origine dei Piot quali assi portanti dell'intero sistema turistico della Basilicata».
A nome dell'intera partnership pubblico-privata del Piot materano, nella nota inviata alla Regione «Si rigetta in toto quanto posto in atto».
Entro martedì 27 luglio Vito De Filippo dovrà aprire il tavolo di dialogo individuando alternative a quelle illustrate finora che di fatto impediscono uno sviluppo turistico regolare.
Secondo la programmazione iniziale dei Piot (110 milio, infatti, all’area della provincia di Potenza erano stati assegnati 80 milioni di euro, 30 invece erano andati al Materano.
La suddivisione, già in questa prima fase, invitava ad una serie di riflessioni tra cui quella che riguarda il confronto fra Metapontino-Basso Sinni (che nella programmazione regionale registrava un valore di presenze turistiche all’anno pari al 60,30%) e Maratea (che registrava nell’area potentina il valore più alto, pari al 10,40%). Nel primo caso i fondi assegnati sarebbero stati pari a 15 milioni, così come nel secondo caso. Una situazione di parità che stride con le presenze turistiche in valore assoluto che nel 2009 assegnano 1.137.940 visitatori a Metapontino e Basso Sinni e 197.102 a Maratea.
«Decidere chi gettare dalla torre è impossibile - hanno riconosciuto ieri i partecipanti (Rete Impresa Italia, che riunisce Cna, Confartigianato, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti, Confindustria, Associazione Matera 2019, La Scaletta, Zetema, Camera di Commercio, Provincia di Matera, Comune di Matera) -anche perchè ancora una volta vogliamo far prevalere la soluzione razionale - ha spiegato il vice presidente dell’Api Nicola Fontanarosa, promotore dell’incontro -ma è necessario che si comprenda che la rimodulazione dei fondi non può essere una strada percorribile in questo modo».

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