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La Basilicata sbarca a Rimini: ma quali cialtroni?

Basilicata

Iniziativa della Regione per promuovere lo sviluppo che funziona e replicare al ministro Tremonti

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La Basilicata sbarca a Rimini per protestare contro il ministro Tremonti, che aveva parlato di "meridionali cialtroni". La Regione guidata dal presidente Vito De Filippo si è sentita particolarmente offesa dalle parole attribuite al ministro dell’Economia, e ha organizzato una singolare iniziativa a Rimini, che verrà riproposta in seguito su altre spiagge italiane. Sulla riviera romagnola, individuata come prima tappa per la forte presenza di turisti del nord Italia, è iniziata la distribuzione di un opuscolo stampato in 1.500 copie dal titolo "Condivisione e sviluppo", in cui si fa il punto su quella che viene definita «una delle Regioni più virtuose d’Italia» e «una comunità coesa e operosa». La distribuzione è stata affidata non alle solite hostess, ma a quattro studentesse universitarie lucane che, indossando una maglietta con la scritta "Meridionali Cialtroni": consegnano la brochure ai bagnanti e spiegano loro le qualità della propria terra, invitandoli a conoscerla e a visitarla.
I fondi europei assegnati alla Basilicata «vengono utilizzati nel migliore dei modi»: lo ha detto il presidente della giunta regionale, Vito De Filippo, commentando l’iniziativa voluta dalla Regione oggi a Rimini e in polemica con il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che nelle settimane scorse aveva criticato proprio le Regioni del Sud («Preferiamo le offese alle bugie», ha detto il governatore, riferendosi all’accusa di «cialtroneria»). «Del resto - ha aggiunto De Filippo - non siamo noi a vantarci e se il commissario europeo allo sviluppo regionale, Johannes Hahn, in una recente intervista con il 'Corriere della Serà, cita una regione del Sud Italia, la Basilicata, a modello per tutte le regioni italiane, un motivo ci sarà. Ma il Governo utilizza queste affermazioni pretestuose per avere l’alibi che consenta di utilizzare i fondi Fas come un proprio bancomat per far fronte alle situazione più disparate, sottraendo, dopo le risorse ordinarie, anche quelle straordinarie alle aree in ritardo di sviluppo».

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