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Corigliano. Donna perde il feto, l'Asp nomina
una commissione di verifica

Basilicata

Il caso della donna di Corigliano che, ricoverata in ospedale, accusava perdite e non c'era un medico in servizio per prestargli assistenza. La donna ha poi perso il feto

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«Appreso della perdita di un feto di sedici settimane verificatosi all’ospedale di Corigliano in circostanze da chiarire, Franco Maria De Rose, Commissario Straordinario dell’Asp di Cosenza ha immediatamente proceduto alla costituzione di una commissione interna composta da esperti sanitari con il compito di ricostruire i fatti e accertare eventuali responsabilità». La vicenda, secondo quanto riportato oggi su «il Quotidiano della Calabria», è avenuta appunto all’ospedale di Corigliano (Cs). La donna ed il marito, Maria Francesca Rizzuto e Francesco Ghilardi, hanno annunciato di voler effettuare una denuncia alla magistratura affinchè siano accertate eventuali responsabilita a carico di medici ed operatori sanitari.
«La gravità dell’episodio – ha dichiarato il commissario nell’esprimere solidarietà e vicinanza ai familiari per la perdita subita – ci impone di fare al più presto piena luce sulla vicenda. La commissione già a lavoro procederà a stilare un’apposita relazione tecnica, illustrativa e descrittiva dell’evento. È nostro dovere – ha concluso De Rose – fare tutto quanto è nelle nostre possibilità per consentire una lucida analisi dei fatti, fermo restando che le eventuali responsabilità penali saranno appurate nelle sedi opportune».

I FATTI
E' successo mercoledì all’ospedale “Compagna” di Corigliano; Maria Francesca chiede aiuto dal suo letto d’ospedale, ma non arriva nessuno. I dolori, per il feto che porta in grembo sono forti e così decide di alzarsi per cercare qualcuno, magari un medico, per farsi prestare le cure necessarie. Una ragazza, «probabilmente un’infermiera», dopo averla tranquillizzata, le dice di tornare a letto e che le sarebbe bastato un pò di riposo per far svanire i dolori. Ma da lì a poco la situazione precipita.
I dolori aumentano e si rompono le acque. A questo punto la donna telefona al marito e gli chiede di correre. Solo all’arrivo del consorte, intorno alle 7, ci sono gli interventi del personale medico. La donna viene visitata, il bambino risulta in vita. Le contrazioni non si fermano, si rompono le acque e la paziente viene sottoposta a intervento per l’espulsione del feto di sedici mesi che però è ancora troppo piccolo per poter sopravvivere. La denuncia che ha preparato l’avvocato della coppia mira a definire eventuali responsabilità della struttura sanitaria coriglianese e a chiarire le cause che hanno portato alle complicazioni e alla morte del feto.

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