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Inferno sul raccordo

Basilicata

I lavori all'uscita di Potenza ovest creano un ingorgo tra Tito e Potenza

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POTENZA - L'inferno all'improvviso, proprio quando credevi di averlo scansato, al ritorno dalle ferie estive, con tutti gli “strumenti utili” a disposizione del viaggiatore saggio, che sceglie solo le partenze intelligenti. Ti si presenta davanti a metà mattinata di un martedì di fine agosto, nel posto più impensato: il tranquillo raccordo autostradale Potenza - Sicignano, nel tratto Tito-Potenza, dove il massimo disagio che ti può capitare è trovare un camion o un pullman di linea troppo lento, può diventare un'angosciante trappola per topi.
Si sono sentiti così i tanti viaggiatori che ieri mattina sono rimasti intrappolati per oltre un'ora e mezza sul tratto di non più di 15 chilometri, in coda sotto al sole cocente di mezzogiorno senza avere minima idea di cosa avesse provocato tanto disagio. Per ottenere un risultato così c'è voluto poco, meglio dire tanta disorganizzazione da parte dall'Anas. Il pericolo è sbucato fuori all'improvviso. Subito dopo aver svoltato al bivio di Tito per imboccare il raccordo, l'uomo con divisa e bandiera arancione spunta all'improvviso, nei pressi della curva, a quasi a metà carreggiata. L'occhio comanda immediatamente al piede di frenare, la macchina sbanda un pò, ma l'obiettivo è raggiunto: mi ritrovo sull'altra corsia, avendo evitato di investire l'addetto dell'Anas.
Accendo le quattro frecce, accertandomi che la vettura che mi segue abbia fatto in tempo a frenare. Poi guardo avanti, la fila è lunga. Penso subito a un incidente. «Un tamponamento», mi dice un altro operaio Anas.
E, infatti, poco più avanti un camion fermo a bordo carreggiata: ha tamponato una ford, i vetri sono ancora a terra. A differenza nostra, mia e di chi mi seguiva, non ha fatto in tempo a frenare dopo aver visto sventolare la bandiera arancione. Superato l'ostacolo, m'illudo, immagino che il traffico riprenda a scorrere con tranquillità. Chiaramente, non è così. La fila, due, anzi tre di macchina s'infittisce. Qualcuno si mette di traverso. Nessuno riesce a capire cosa sia successo.
Non manca il furbo che, a zig zag, prova a sfruttare tutti gli spazi liberi della carreggiata per sgattaiolare via. Inizio a telefonare per capire cosa sia accaduto. La versione del mio interlocutore non mi convince: non è possibile che “lavori in corso” possano provocare il blocco totale del traffico. Dall'Anas non è arrivata alcuna comunicazione. E poi, se ci fosse veramente un intervento in corso programmato, perché il traffico non è stato deviato sulla vecchia strada che da Tito Scalo porta a Potenza?
“Non, non è possibile”, mi dico. Eppure, i cartelli fuori indicano proprio lavori in corso. Nel frattempo l'ingorgo si fa sempre più stretto. Le auto sono ormai ferme. La temperatura fuori è altissima e la rabbia monta. Qualcuno scende dalla macchina per prendere un pò d'aria. Alcuni si sentono male per il caldo. Gli unici movimenti delle vetture sono quelli per avvicinarsi al bordo carreggiata per far passare la macchina della polizia. Seguono due autoambulanze del 118. Immediatamente il pensiero va ha chi ha avuto la sfortuna di sentirsi male proprio in questo momento. Una macchina si fa largo nel varco libero, dal finestrino sventola un fazzoletto bianco che indica un'emergenza. E, poi, ancora, i soliti furbi. Guardo l'orologio: un'ora e mezza fa, avevo detto tra dieci minuti sono a Potenza. Vedo in lontananza l'indicazione per l'uscita “Potenza ovest”. E poi il cartello: «A 500 metri strada interrotta».
Quando arrivo alla prima uscita per raggiungere la città capoluogo di regione, realizzo che l'impossibile è accaduto.
L'Anas ha interrotto la strada per lavori sulla carreggiata. La circolazione è stata deviata sull'uscita Potenza ovest. Ma perché l'intervento non è stato programmato diversamente? Perché il traffico non è stato deviato sulla statale Tito- Potenza? E quali sono i lavori che hanno reso così urgente il provvedimento, di cui non mia pare sia stata data sufficiente informazione? Gli automobilisti sono in preda alla rabbia. Chi è del posto sa cosa significa dover attraversare viale del Basento in quelle condizioni. All'altezza del bivio per Pignola un agente della Polizia ci indica di imboccare nuovamente il raccordo autostradale per seguire la direzione desiderata. Finalmente è fatta, l'incubo è finito, ma la rabbia resta: chi può aver provocato tanto disagio?
Solo nel tardo pomeriggio la comunicazione ufficiale dell'Anas: «Al fine di garantire l'incolumità al pubblico transito e fatto salvo ogni diritto di terzi - dato che le problematiche di congestione del traffico cittadino hanno determinato la formazione di lunghe code sulla carreggiata in direzione Sicignano/Potenza, inducono a sospendere immediatamente, per motivi di sicurezza della viabilità, sia statale che urbana, i lavori di intercettazione di intercettazione e regimentazione delle acque meteoriche superficiali lungo il piano viabile in prossimità dello svincolo di Potenza Ovest - il capo comparto ordina l'immediata revoca dell'ordinanza numero 87 del 2010 (con la quale si disponeva l'interruzione della strada)». E mi viene da dire: finalmente se ne sono accorti!
Mariateresa Labanca

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