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La San Benedetto vuole l'acqua del Pollino

Basilicata

La denuncia della Ola, la difesa del sindaco di Viggianello

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POTENZA - «STIAMO partecipando all'asta per la concessione per lo sfruttamento delle acque del Pollino». Esce allo scoperto il presidente e proprietario di Acqua San Benedetto spa, l'ex industriale degli elettrodomestici veneto, il commendatore Gianfranco Zoppas.
E la Ola (Organizzazione Lucana Ambientalista) non perde tempo per denunciare «l'assalto al Parco del Pollino delle multinazionali delle acque minerali, dopo quelle dell'energia».
«Questa volta - è scritto in una nota diffusa ieri nel pomeriggio - il progetto è uno stabilimento per l'imbottigliamento delle acque minerali nel comune di Viggianello».
«Dopo l'acquisizione da parte della Coca Cola delle fonti del Vulture - prosegue la Ola - si assiste ad un nuovo assalto, attraverso la privatizzazione dell'acqua pubblica, questa volta ad opera della società con sede a Scorzè, in provincia di Venezia, intenzionata per poche migliaia di euro a sfruttare le acque del Pollino, che verranno sottratte all'uso delle popolazioni locali per essere privatizzate. Oggetto dell'acquisto le sorgenti tributarie del fiume Mercure, a sua volta principale tributario del Lao, minacciato dai prelievi d'acqua previsti per il funzionamento della centrale Enel del Mercure. Già nel 2008 il Comune di Viggianello espletò un'asta pubblica andata poi deserta, con base d'asta pari a 1.300milioni di euro, ivi compresa la cessione della titolarità del permesso di sfruttamento delle sorgenti con portate tra i 400/500 litri al secondo. La nostra Organizzazione ricorda come negli anni Ottanta lo sfruttamento delle copiose acque della sorgente San Giovanni furono oggetto di proteste da parte delle popolazioni della valle del Mercure, le quali si schierarono contro il loro prelevamento, successivamente in parte sfruttate dall'acquedotto pubblico. La Ola torna a ribadire il suo deciso no alla privatizzazione delle risorse naturali del Pollino che, nel caso delle acque tributarie del Fiume Mercure, fanno gola assieme ai boschi, alle grandi lobby dell'energia ed oggi anche alle “multinazionali delle bollicine” che, con la promessa di portare sviluppo nell'area, sono intenzionate a sottrarre beni comuni e risorse fondamentali per l'agricoltura e l'allevamento della valle del Mercure alle popolazioni locali, grazie alla compiacenza degli amministratori».
Ma il sindaco di Viggianello, Antonio Fiore, non ci sta, e bolla a stretto giro gli esponenti della Ola come dei «buontemponi», precisando che si tratta di «una concessione da 20 litri d'acqua al secondo, sui 1700 totali della sorgente».
«Da anni - ha continuato il sindaco - andiamo sostenendo che l'acqua non si vende, e a marzo il consiglio comunale ha aderito alle posizioni di padre Alex Zanotelli sul tema dell'acqua-bene pubblico. Di recente abbiamo respinto le offerte da parte dell'Enel. Ma non siamo una riserva indiana, e crediamo in un sistema di sviluppo autopropulsivo compatibile con il parco. Chiunque dovesse investire in questo territorio alle nostre condizioni porterà lavoro vero e lavoro serio. Siamo contro ogni tipo di speculazione, e non ci presteremo ad azioni diffamatorie contro i comune e la cittadinanza».
l.a.

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