Salta al contenuto principale

Il COMMENTO
Insieme per operare il riscatto
della Calabria dal crimine

Basilicata

Tempo di lettura: 
3 minuti 19 secondi

di MICHELE DROSI*
Le proposte lanciate dal direttore del Quotidiano, Matteo Cosenza, dopo il vile attentato intimidatorio nei confronti del procuratore generale Salvatore Di Landro, è da sostenere con grande convinzione. E' importante , dunque, organizzare una grande manifestazione a Reggio Calabria, così come è fondamentale una presa di coscienza generalizzata tesa a determinare un protagonismo attivo degli enti locali, dalla Regione, alle province, ai comuni sul fronte dell'impegno per la legalità. In questo quadro, i primi di luglio, a Satriano, insieme al presidente della Provincia di Catanzaro Wanda Ferro e all'Arma dei Carabinieri, abbiamo voluto intitolare una rotatoria alla memoria dell'appuntato Renato Lio, barbaramente ucciso da un malvivente nell'espletamento del proprio dovere. Lo abbiamo voluto fare, non per compiere un gesto rituale o di circostanza, ma per trarre spunto da questi accadimenti per perpetuarne, con i comportamenti quotidiani, l'esempio che dobbiamo essere in grado di trasmettere, in maniera sempre più larga e più diffusa, per la crescita della cultura della legalità che, dalle nostre parti, spesso e volentieri, fa fatica ad affermarsi compiutamente. Quante volte, per esempio, si tende ad enfatizzare smisuratamente i diritti e a sfumare il senso dei doveri e del bene comune, perdendo di vista, in tal modo, la prospettiva di un disegno comune e condiviso di giustizia e benessere sociale , incidendo, in tal modo, negativamente sulla società che deve necessariamente potersi fondare su un giusto equilibrio tra i diritti e i doveri. Ecco perché un ruolo fondamentale può svolgere la scuola, che deve prevedere nei propri programmi spazi e materie che inducono a sviluppare sempre di più, nelle giovani generazioni, il senso civico, il senso del dovere, la cultura della legalità, il rispetto dei principi fondamentali di libertà e democrazia sanciti nella nostra Carta Costituzionale. Quanti giovani, oggi, privi di solidi punti di riferimento sul piano dei valori, diventano facile preda della criminalità, attratti, magari, dal miraggio del guadagno ottenuto senza lavoro, senza sacrifici, senza responsabilità? Le cronache di queste settimane e di questi ultimi giorni lo dimostrano plasticamente. Alle antiche faide subentrano le nuove faide. Un'altra guerra di “’ndrangheta” infuria e i fronti insanguinati sono davvero tanti. Interi territori sono diventati teatro di una nuova mattanza e i protagonisti vogliono affermare la loro supremazia , facendosi strada a raffiche di piombo assassino, inseguendo ruspe e betoniere e quella maledetta polvere bianca che ha reso vittime tanti poveri innocenti. Ecco perché, in presenza di una sfida e di una tracotanza senza limiti nei confronti di magistrati, come Di Landro, dei vertici della Regione, i presidenti Scopelliti e Talarico, di tanti sindaci, le istituzioni, a tutti i livelli, devono scendere in campo e fare per intero la propria parte, come punto di riferimento per l'intera società. Così come, peraltro, sta già avvenendo con i significativi successi che lo Stato sta registrando nell'azione di contrasto alla criminalità organizzata. Grande merito per questi risultati, efficaci e positivi, va attribuito alla magistratura e alle forze dell'ordine. A loro dobbiamo esprimere gratitudine, amicizia e solidarietà per il lavoro duro e difficile che con grande abnegazione portano avanti per garantire la sicurezza a tutti i cittadini . Ma perché l'azione di contrasto sia più forte è necessario sviluppare una grande coesione tra la parte sana della società, attivando i suoi corpi intermedi, e le istituzioni, nelle loro diverse articoalzioni, per combattere con grande rigore tutte quelle forme di violenza, di arroganza e di barbarie che continuano a soffocare i nostri territori. C'è bisogno, dunque, di una grande solidarietà e di una grande convinzione per far prevalere la giustizia e la legalità per preservare l'immagine di questa regione spesso o, quasi sempre, agli onori della cronaca per vicende negative. Sentiamoci impegnati, ordunque, ad essere in prima fila, senza tentennamenti e con grande convinzione, in quanto espressione autentica di una Calabria che non si vuole rassegnare, che vuole reagire, che non vuole essere calpestata e che vuole , con dignità ed orgoglio, camminare a testa alta verso un futuro carico di speranza per un reale e profondo cambiamento.

*Coordinatore Anci Calabria Piccoli Comuni
sindaco di Satriano

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?