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'Ndrangheta. L'Udc: «La Calabria è messa a ferro e fuoco. Maroni venga in aula»

Basilicata

Il vicesegretario nazionale dell'Udc, Mario Tassone, intervendo in aula sulla situazione calabrese ha denunciato i numerosi attentati ripetutisi in regione e ha chiesto l'intervento di Maroni

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«La Calabria sembra ormai una regione messa a ferro e fuoco dalla criminalità organizzata. Chiedo al ministro dell’Interno Roberto Maroni di portare all’attenzione dell’Aula di Montecitorio un’informativa urgente e dettagliata che riguardi esclusivamente lo stato della regione». Lo ha chiesto in Aula il vicesegretario nazionale dell’Udc Mario Tassone, componente della commissione parlamentare antimafia. «L'aggressività della criminalità organizzata calabrese – ha spiegato Tassone – ha raggiunto vette di inusitata prepotenza e aggressività: omicidi eclatanti in pieno giorno, attentati come quello al procuratore di Reggio Calabria Di Landro, intimidazioni a magistrati, a esponenti politici come il presidente Scopelliti e il suo vice, il presidente del Consiglio regionale, il sindaco di Catanzaro e altri amministratori, minacce a imprenditori, sacerdoti e operatori dell’informazione» Nelle visite di Maroni e Alfano a Reggio erano stati presi impegni precisi sugli uffici giudiziari, nei quali tuttavia permane l’estrema povertà di mezzi e risorse, con procure vuote o sotto organico. L’ottimismo di Maroni non basta: il ministro dell’Interno prenda atto dello stato delle cose e faccia chiarezza sugli strumenti messi in campo dal governo contro questa emergenza, anche a fronte – ha concluso Tassone – di indagini che non hanno finora prodotto alcun apprezzabile risultato».

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