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Scuola, manifestazione dei precari
in piazza 11 settembre a Cosenza

Basilicata

Prosegue la protesta del comitato spontaneo dei precari Ata della provincia di Cosenza che stanno manifestando all’interno di una tenda in piazza 11 settembre

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Nuova protesta a Cosenza del comitato spontaneo dei precari Ata della provincia. «Ad un mese dall’inizio di questa lotta pacifica – riporta una nota – teniamo a precisare che, pur in mezzo a tante difficoltà siamo determinati ad andare avanti. Falcidiati, come siamo, da problemi di salute anche gravi, da scoraggiamento, dovuto al fatto che la Provincia di Cosenza è quella più grande e pertanto l’estensione non rende facile coinvolgere tutti i precari, e non ultimo il fatto più importante che la famiglia deve continuare a 'viverè e purtroppo le bollette da pagare o l’affitto o i mutui non hanno i tempi della politica».
«Attendiamo ancora – sostengono in una nota – che il presidente Scopelliti si interessi di noi nella giusta misura, affinchè 'decisò porti i nostri problemi nelle stanze del governo. La politica...quella di Roma non ha alcun interesse per la nostra Provincia che fa parte di un Sud scomodo. Qui stiamo soffrendo sofferenze indicibili e non solo per la fame o per la sete, per il caldo o per il freddo, di notte o di giorno. Qui stiamo soffrendo sofferenze che ci porteremo dietro per il resto della vita».
«E' difficile – prosegue il comunicato – iniziare un’altra vita a 50 o 55 anni senza il nostro lavoro. Sì, il nostro lavoro. È questo quello che sappiamo fare, che abbiamo imparato a fare dopo anni di gavetta, un lavoro che abbiamo svolto con dignità. Ora della nostra dignità, sembra, non importi più a nessuno, però la nostra dignità di persone che hanno lavorato svolgendo compiti gravosi non ce la può togliere nessuno, è solo il Governo che sta cercando di calpestarla. La gente che passa, le quattromila firme raccolte lo testimoniano, ci dà la sua solidarietà, scontenta, per una 'riforma Gelmini' che distrugge la scuola pubblica. Siamo in una tenda davanti al Palazzo della Prefettura a Cosenza, falcidiati da assenze e rinunce, da malattie e guai familiari, oppressi da debiti e mutui, ma siamo determinati più che mai ad andare avanti ricominciando, se necessario, lo sciopero della fame».

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