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Trebisacce. sanità, genitori bimba
disabile: "Vogliamo giustizia"

Basilicata

I genitori della piccola Giorgia Pia chiedono giustizia e accusano i medici della malattia della loro piccola

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Minacciano di incatenarsi davanti alla sede del dicastero in via Arenula e la loro richiesta è solo legata alla giustizia. I genitori di Giorgia Pia (in foto), una bambina affetta da una tetraparesi spastica con epilessia a causa di un’asfissia da parto, si rivolgono al ministro Alfano e chiedono a gran voce che i responsabili dei problemi della loro figlia paghino per quello che hanno causato. Per il caso della bambina sei medici degli ospedali di Trebisacce e di Castrovillari sono stati rinviati a giudizio.
«Sei udienze si sono già svolte – dice Franco Curia, il padre della bambina – e non hanno risolto nulla. Siamo ormai stanchi mentre i responsabili del dramma di nostra figlia lavorano regolarmente». I genitori della piccola Giorgia Pia, nata il 21 maggio del 2004 nell’ospedale di Trebisacce, parlano senza mezzi termini del loro caso di «malasanità e grave errore medico alla nascita» e puntano senza esitazione l’indice sui medici delle due strutture ospedaliere.
«Dopo oltre sei anni non c'è ancora giustizia per la piccola Giorgia Pia; anzi, c'è il rischio che intervenga la prescrizione dei reati», ha detto il padre di Giorgia Pia, Franco Curia, un padre disperato. I genitori della piccola, nata il 21 maggio del 2004 nell’ospedale di Trebisacce, sono una giovane coppia che ha anche un’altra bimba in tenera età da seguire. Curia, che ha avuto in passato problemi di salute con una serie di interventi all’intestino, racconta dell’odissea vissuta dalla piccola dopo la nascita: «in questi anni – precisa – ci siamo dovuti svenare economicamente. Abbiamo consultato i migliori specialisti, siamo stati nelle più avanzate strutture specializzate. Ad un certo punto, però, le nostre forze economiche non ci hanno più sorretto ed è partita una raccolta di fondi che ci ha consentito di andare a Cuba per tre mesi in un centro di recupero neurologico dove abbiamo potuto constatare dei riscontri positivi. Lunedì torneremo lì per un secondo ciclo di cure».
«Dopo sei anni – sottolinea ancora Curia – e sei udienze che non hanno portato ad alcun risultato non ci rimane che constatare che la nostra piccola non solo è l’ennesima vittima della malasanità calabrese ma rischia anche di essere vittima della giustizia italiana.Con una serie di cavilli insignificanti, infatti, sinora le udienze sono state rinviate facendoci seriamente preoccupare».
Del caso di Giorgia Pia si è occupata lo scorso febbraio la Commissione per gli errori sanitari che ha sentito a Palazzo San Macuto, sede dell’organismo, il direttore generale del Dipartimento della salute dell’epoca Andrea Guerzoni. La vicenda è approdata, nella passata legislatura, anche nel Consiglio regionale della Calabria grazie ad un’iniziativa dell’allora consigliere regionale di Idv, Maurizio Feraudo.

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