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'Ndrangheta. Reggio, chiude
l'armeria della cosca

Basilicata

La decisione del questore di Reggio di revocare la licenza all'armeria che avrebbe fornito armi alla cosca di cui fa parte Antonio Cortese

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Il questore di Reggio Calabria, Carmelo Casabona, ha revocato la licenza a Consolato Romolo, di 52 anni, titolare di un’armeria che avrebbe fornito fucili e pistole ad affiliati alla 'ndrangheta tra i quali Antonio Cortese, accusato di essere stato l’esecutore degli attentati ai danni dei magistrati reggini.
Secondo l’accusa, dall’armeria di Romolo sarebbero transitate Romolo numerose armi da fuoco in favore di persone coinvolte in rilevanti azioni criminali. Questi trasferimenti, apparentemente privi di logica, rileva in un comunicato la Questura di Reggio, hanno di fatto reso possibile la disponibilità di un notevole numero di armi demilitarizzate ma, comunque, di notevole potenziale offensivo, da parte di soggetti responsabili di azioni illecite come Antonio Cortese.
La Divisione amministrativa della Questura di Reggio, nel corso dei controlli fatti nell’armeria di Romolo, ha accertato irregolarità nella tenuta dei registri di carico e scarico di armi e munizioni. In particolare, è stata riscontrata la detenzione, per fini di commercio, di quantitativi di polvere da sparo superiore a quelli autorizzati. Romolo, secondo quanto riferisce la Questura in un comunicato, «ha dimostrato colpevole superficialità e negligenza nella conduzione di un’attività altamente sensibile per le indubbie ripercussioni sulla sicurezza pubblica e che necessita di particolare attenzione, soprattutto nella provincia di Reggio Calabria, caratterizzata da un alto tasso di criminalità».

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