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Altragricoltura si mobilita

Basilicata

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di ROSSELLA MONTEMURRO
ISTITUZIONE di unità di crisi presso la presidenza del Consiglio dei Ministri e della giunta regionale della Basilicata e convocazione, tramite l'amministrazione provinciale, degli Stati generali dei Comuni e delle Province meridionali sui problemi del mondo agricolo. Sono le tre richieste che il movimento Altragricoltura farà al consiglio provinciale di Matera nel corso della seduta tematica sulla crisi del comparto che si terrà oggi a Scanzano Jonico.
Lo ha annunciato ai giornalisti il coordinatore nazionale di Altragricoltura, Gianni Fabbris.
«E' passato circa un anno dalla mobilitazione con i trattori davanti agli uffici della Regione a Policoro. La Regione intervenne con la dichiarazione dello stato di crisi e una presa di posizione forte contro il Consorzio di bonifica con cui ottenne lo slittamento di una serie di pagamenti. - ha affermato Fabbris - Nonostante tutto questo, dopo un anno ci troviamo a fare un bilancio nel quale emerge che quelle aspettative sono state tradite perché il governo nazionale non ha inteso accogliere la dichiarazione dello stato di crisi. E' stata una crisi drammatica non affrontabile con misure ordinarie: serve una moratoria di esecuzione in danno di aziende agricole, la sospensione dei pagamenti, l'attuazione di un piano di ristrutturazione dei debiti e la realizzazione di un piano di rilancio delle aziende metapontine.
Nella Finanziaria di luglio il Governo ha sottratto risorse importanti, è venuto meno il fondo che copriva la fiscalizzazione degli oneri contributivi. Fino al 31 luglio ogni azienda pagava tra gli 8 e i 10 euro, un'agevolazione data alle imprese in difficoltà. Dal primo agosto il fondo è stato tolto, il contributo su ogni giornata lavorativa versato dagli agricoltori ammonta dai 16 ai 18 euro. E' la mazzata finale. Nel settore ortofrutticolo, ad esempio, su 88 ettari a fragole lavorano 8000 persone. Ogni ettaro di fragole di investimento è pari a 70 - 80mila euro all'anno. Raddoppiare i contributi delle giornate lavorative significa non far lavorare più o assumere in nero. Nel Metapontino e nel Materano sta penetrando l'usura, le aziende sono gravate da una serie di atti non bancabili.
Chiediamo - ha spiegato Fabbris - che vengano trattati e monitorati in concreto i problemi del settore attraverso la istituzione di unità di crisi a livello centrale e regionale. Il Governo non ha dato corso al riconoscimento dello stato di calamità e ha cancellato con la Finanziaria di luglio il fondo per la fiscalizzazione degli oneri contributivi, che ha penalizzato il Sud. Chiediamo che questo fondo venga ripristinato. Alla Regione Basilicata sollecitiamo l'attuazione del fondo di garanzia e la ristrutturazione dei debiti, provvedimenti che non hanno avuto seguito. Ma occorre affrontare questi problemi superando l'impiego del metodo ordinario». «C'è poi - ha sottolineato il dirigente di Altragricoltura - la questione del Consorzio di Bonifica che va commissariato e rinnovato con una gestione ed elezioni trasparenti». Fabbris ha annunciato, in proposito, la presentazione di un dossier sui dissesti dell'Ente, che ha accumulato 30 milioni di euro, nel corso della audizione presso la commissione regionale agricoltura.
Il coordinamento del Metapontino “Altragricoltura” chiederà anche che si metta fine con le dimissioni di tutto il Consiglio la mala gestione del Consorzio di Bonifica responsabile di un impressionante buco di bilancio e si riconcvochino le elezioni democratiche garantendo che il risanamento non sia pagato dai cittadini.
Intanto, la senatrice Maria Antezza (Pd), in un’interrogazione, sottoscritta anche dai senatori Carlo Chiurazzi e Filippo Bubbico (Pd), ha chiesto al Presidente del Consiglio dei Ministri, al ministro delle Politiche agricole, al ministro dell’Economia e delle finanze e al ministro del lavoro di «dichiarare lo stato di calamità naturale per la Regione Basilicata, colpita, tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre 2010, da calamità naturali che hanno provocato danni ingenti alle strutture ed infrastrutture pubbliche e private, in particolare nella provincia di Matera, con particolare riguardo al settore produttivo agricolo e turistico, e con conseguenti disagi per la popolazione residente». Antezza ha sottolineato «l'urgenza di reperire risorse per fare fronte agli interventi necessari a restituire funzionalità alle infrastrutture danneggiate, nonchè ai gravi danni subiti dalle imprese agricole operanti in tale territorio. Non solo è necessario trovare le risorse indispensabili per interventi a garanzia del mantenimento dell’ordinarietà e della tenuta competitiva del settore agroalimentare, per assicurare la sopravvivenza della maggior parte delle imprese operanti in tale settore sull'intero territorio nazionale».

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