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Maltempo, 18 eurodeputati Pdl chiedono
l'intervento dell'Unione Europea

Basilicata

Un' interrogazione urgente alla Commissione Europea presentata da 18 eurodeputati del PDL

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«Intervenga anche l’Unione Europea con l’erogazione del fondo di solidarietà per sostenere le popolazioni alluvionate dell’Italia»: è quanto chiedono con una interrogazione urgente alla Commissione Europea 18 eurodeputati PDL, primo firmatario Sergio Silvestris.
«A cinque giorni dall’alluvione che ha colpito cinque regioni italiane, ed in particolare il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, la Liguria, la Calabria, e le due province toscane di Lucca e Massa Carrara – si legge nell’interrogazione – la situazione di crisi allagamento richiede la tempestività di un intervento a livello europeo. Il governo italiano già ha previsto mobilitazione d’ingenti fondi, ma la ricostruzione richiede impegni supplementari. Le Regioni a loro volta hanno aperto conti correnti per donazioni spontanee.
I danni – spiega l'eurodeputato – ammontano ad una cifra che si aggira attorno al miliardo di euro solo per arginare i deterioramenti più immediati, cui vanno aggiunti i fondi necessari alle opere strutturali. Si registra un diffuso stato di preallarme per il rischio idrogeologico e idraulico, e vi è inoltre rischio di frane, anche di grosse dimensioni.
Oltre 4000 sfollati, colpiti 121 i Comuni e più di 500 mila persone. Devastate le zone agricole, annegati 150 mila animali d’allevamento. Tantissime sono le imprese agricole che hanno subito danni ingenti anche alle strutture (cantine, stalle e serre) inondate sott'acqua. Scenario tragico anche per gli allevamenti e le coltivazioni (cereali, vitigni, oliveti, tabacco, piante e fiori, ortaggi e radicchio), completamente distrutte.
L’agricoltura registra una vera e propria devastazione nelle cinque regioni colpite – fa notare Silvestris – già gravemente penalizzate dalla crisi economica. La devastazione di piantagioni e allevamenti è accompagnata dalla distruzione di migliaia di aziende, piccole e medie imprese, i cui opifici e macchinari sono stati resi inservibili dalle inondazioni. Dette realtà produttive, già duramente provate dalla crisi economica, sono così precipitate in uno stato fallimentare che determinerà inoccupazione, impoverimento del territorio e ripercussioni prolungate nel tempo di questa catastrofe naturale».

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