Salta al contenuto principale

Intesa sul contratto per l'indotto Fiat Sata
La Fiom non firma: "Sarà consultazione farsa"

Basilicata

Tempo di lettura: 
2 minuti 21 secondi

 

La Fiom non ha sottoscritto l'ipotesi di accordo per il contratto che riguarda l’indotto Fiat nell’area industriale di Melfi (Potenza), perché «avrebbe bisogno di modifiche» e «della delega da parte dei lavoratori al sindacato per chiedere dei cambiamenti, a partire dalle garanzie occupazionali», ma «non abbiamo avuto nessuna risposta».

Lo ha detto a Potenza il segretario regionale della Fiom, Emanuele De Nicola, nel corso di una conferenza stampa.

A conclusione della riunione di ieri sera, quando l’intesa è stata firmata, a Potenza, la Fiom ha chiesto di consultare i lavoratori ma «ci hanno risposto che entro il 10 luglio si farà una sorta di consultazione retroattiva per un contratto in vigore dal 1 luglio, quindi - ha evidenziato De Nicola - si tratta di una consultazione "farsa"». 

L'accordo sottoscritto riguarda i 1.650 lavoratori del consorzio Acm - le 12 aziende dell’indotto dello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat - è stata firmata
ieri sera tardi nella sede di Confindustria Basilicata, a Potenza, da Uilm, Fim, Fismic e Ugl ma non dalla Fiom-Cgil.

Il segretario della Fiom ha espresso poi «preoccupazione per il futuro dei lavoratori dell’indotto, a rischio se non si trova un modello alternativo alla "Grande Punto", per questo chiediamo maggiori tutele perché dal nuovo piano della Fiat emerge maggiore produzione, ma non maggiore occupazione. È intollerabile - ha concluso De Nicola - non avere una contrattazione e una trattativa, e per noi il tavolo non è chiuso ma chiediamo di riprendere le relazioni sindacali». 

 

I punti principali dell’intesa riguardano l’occupazione, che è salvaguardata, e l’armonizzazione salariale fra i lavoratori dell’indotto e quelli della Fiat. Secondo il segretario
regionale della Basilicata della Uil, Marco Lomio, l’accordo «rilancia le basi della discussione con la Fiat sulla produzione a Melfi di un terzo modello, in sostituzione della
Grande Punto, in grado di saturare la capacità produttiva degli impianti e della forza lavoro».

Attualmente, nello stabilimento melfitano della Fiat continua la fase di avvicinamento all’avvio definitivo, ormai prossimo, della produzione della «Jeep Renegade» e anche della «500 X». 

Per la Uilm, la «difficile trattativa» per i lavoratori delle aziende dell’indotto, cominciata nello scorso mese di aprile, ha avuto un risultato finale positivo: «Per quanto riguarda la salvaguardia dell’occupazione - ha precisato Lomio - è interessante la prospettiva della solidarietà interaziendale fra le imprese per utilizzare i lavoratori». 

 

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?