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Tutti a difesa del fiume Noce
contro lo sfruttamento idroelettrico

Basilicata

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POTENZA – Nella mattinata di martedì scorso in Regione il “Comitato a difesa del fiume Noce – costituito nell’ottobre 2011 da gruppi ambientalisti e associazioni locali - ha incontrato i rappresentanti dell’amministrazione regionale per discutere delle complesse problematiche che riguardano l’intero bacino idrografico di uno dei territori più a rischio della Basilicata.

Alla riunione – convocata a seguito della costituzione di parte civile di tutti i comuni lucani della valle nell’istanza di giudizio a carico della Ecologica 2008 Srl, la società che gestisce il depuratore in località San Sago – erano presenti il vice-presidente di Libera Basilicata, Gerardo Melchionda, i sindaci di Trecchina e Tortora (CS), Ludovico Iannotti e Pasquale Lamboglia, il governatore Marcello Pittella, l’assessore all’ambiente Aldo Berlinguer, i responsabili del dipartimento della regione e i dirigenti dell’Arpab. Tanti gli argomenti in discussione, a cominciare proprio da quello relativo al depuratore e alla discarica annessa: l’impianto è stato posto sotto sequestro da parte dell’autorità giudiziaria per sversamenti illeciti, pur se risulta parzialmente agibile per i proprietari perché gli stessi giudici hanno autorizzato dei lavori di messa in sicurezza; il prossimo 21 ottobre ci sarà l’udienza e per quella data i rappresentanti del comitato hanno chiesto al presidente che la Regione si costituisca anch’essa come parte civile. Pittella ha assicurato una risposta formale entro dieci giorni, ammettendo il ritardo degli uffici ed impegnandosi affinché la sua giunta sia più sensibile ed attenta alla vicenda.

Si tratta di una questione molto delicata e molto sentita dagli abitanti di Lagonegro, Rivello, Nemoli, Lauria, Trecchina e Maratea, i cui consigli comunali hanno convocato per il 18 ottobre una assemblea pubblica insieme ai colleghi d Tortora, Praia e Aieta nel cosentino. Il secondo punto in discussione riguardava il programma di installazione, lungo i circa 45 chilometri del letto del fiume, di 38 centraline idroelettriche di piccole e medie dimensioni che stanno destando polemiche diffuse e qualche protesta: proprio ieri sulle pagine del Quotidiano è stato raccontato dettagliatamente di quanto sta avvenendo a Fiumicello di Maratea, dove è in costruzione una di queste centraline.

Di concerto con l’Arpab è stato deciso di sospendere tutte le autorizzazioni alle pratiche non ancora in istruttoria, comprese quelle per due impianti a Trecchina e Lagonegro, mentre rimarranno in funzione quelli già funzionanti a Nemoli e Lauria. Secondo Gerardo Melchionda «bisogna tenere in considerazione i dati relativi al calcolo del deflusso minimo vitale delle acque ed avere un approccio complessivo al problema, evitando di concedere singole autorizzazioni come fatto finora». Si è discusso anche degli scarichi d’acqua ad alta temperatura provenienti dalla centrale dell’Enel in località Parrutta, che alterano ulteriormente il flusso verso la costa, e della necessità della costruzione di una vasca di deflusso parallela: anche su questo punto il governatore Pittella ha affermato, parole testuali, che con lui «a guidare la regione queste cose non possono succedere - dicendosi pronto – a revocare la concessione immediatamente, se non verranno seguite scrupolosamente tutte le norme e le indicazioni che daremo in tal senso alla società». Il prof. Melchionda ha affermato di essere «soddisfatto dell’incontro – ribadendo che - adesso bisognerà vigilare sui tempi. Siamo fiduciosi – ha concluso – anche per l’interesse mostrato nei confronti di due nostre ulteriori richieste: in primo luogo il posizionamento di strumenti di controllo dei livelli di inquinamento del fiume – già approvati dall’Arpab, finanziati e per i quali esiste finanche un protocollo d’intesa  ndr – e poi l’avvio dei lavori per nuovi depuratori. Staremo a vedere se le promesse stavolta verranno mantenute».

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