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Il Sud che riparte
è quello che resta

Basilicata

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POTENZA - #ReStartSud: viaggi, storie, racconti, emozioni di una Basilicata inedita, troppo spesso sottovalutata perché poco conosciuta. 

Alla base della narrazione mediatica di una terra dai molteplici volti, vi è un forte desiderio di conoscenza e riappropriazione di un’identità nobile. In tre giorni alla scoperta dell’innovazione, gli illustri viandati di #ReStartSud hanno guardato il territorio con occhi diversi e hanno cercato di tradurre in immagini e parole nuovi e preziosi contenuti così da renderli noti ai più.

Nella cornice del Teatro Stabile, varie sono state le personalità avvicendatesi, tutte animate dal medesimo obiettivo:  la costruzione di una nuova storia a partire da tante storie.

La serata in onore di Frank Rizzuti, è stata occasione di incontro e confronto tra il pubblico, le istituzioni e i protagonisti indiscussi dell’avventura: Domenico Fortunato,  Paride Leporace, Antonella Pellettieri,  Sergio Ragone, Giovanni Setaro.

«Il viaggio di questi tre giorni è stato un viaggio anche all’interno di noi stessi - dice l’attore Fortunato - la Basilicata è cambiata molto e noi abbiamo incontrato anime, persone,  non numeri ma fatti. Io vorrei che non si parlasse solo di Matera 2019 ma di Basilicata 2019! Il problema della nostra Regione è il pregiudizio, nel senso più negativo del termine. Dobbiamo imparare ad aprezzare maggiormente le nostre risorse e bellezze».

Il cammino in lungo e largo, ha incrociato l’Azienda Cicoria di Palazzo San Gervasio, il Castello di Monteserico a Genzano, l’occhialeria artigiana di Tito Scalo, l’azienda vitivinicola Sasso, e molti altri ancora che in questo territorio ci credono, insistono, investono e stupiscono con la loro voglia di fare ad ogni costo,  nonostante tutto.

La passione per il proprio lavoro e la caparbia sembrano essere davvero le chiavi del successo, poi se tali energie si mettono in rete ancora meglio. Ma noi conosciamo tutti questi volti e progetti, o abbiamo bisogno di connetterci ai network e inserire un hastag davanti a un Sud che vuole e deve ricominciare? La seconda ipotesi è la più plausibile!

«Noi lucani dobbiamo imparare a commercializzare e a scoprire il digitale - sottolinea Fortunato».

«È essenziale conoscersi e farsi conoscere - dice l’assessore regionale alla formazione e lavoro Raffaele Liberali - la Basilicata ha molti punti di forza come la ricchezza culturale,  l’agricoltura, la tradizione nel campo della Chimica verde, oggi uno dei settori trainanti. Sviluppo è proprio questo, cioè la concentrazione sulle proprie specialità. Noi stiamo puntando molto sull’innovazione e abbiamo un programma ambizioso in termini di agenda digitale. Ciò favorirà il cittadino nell’accesso alla pubblica amministrazione. Per attrarre capitali, tuttavia, sarà necessario offrire servizi adeguati e favorire una maggiore alfabetizzazione informatica a partire dalla scuola».

Il Mezzogiorno che riparte è il Sud che resta e si apre. Per aprirsi, però,  è fondamentale non sottovalutarsi ma essere competitivi. Le idee ci sono e non solo.

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