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Ingegneria civile a rischio
L’Ordine: «Grave danno». Stella scrive a Renzi

Basilicata

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MATERA - L’Ordine degli Ingegneri di Matera dice no.

E lo dice ad alta voce come confermato nella seduta del consiglio che si è svolta lunedì e al centro della quale c’è stato il caso del rischio di chiusura della Facoltà di Ingegneria civile e ambientale.

Il presidente Mario Maragno lo spiega molto chiaramente: «Abbiamo affrontato questo problema, sollevato da alcuni consiglieri e la nostra contrarietà è netta non certo per questioni campanilistiche ma è evidente che si stanno perpetrando danni alla città.

Si era cominciato con ingegneria meccanica - aggiunge il presidente Maragno - poi fu tolta ingegneria edile e ora  rimane solo il ramo d’architettura.

Mi sembra non si voglia far decollare un territorio che invece dalle valutazioni che raccogliamo ai congressi e in realtà diverse dalla nostra città, considerano la nostra città vocata a recepire queste iniziative».

E’ in atto, aggiunge Maragno un vero e proprio  paradosso ai danni della città, che gode di una ottima reputazione nel settore e che invece vive il pericolo incombente della chiusura della Facoltà di ingegneria civile e ambientale. 

«Nel marzo scorso l’Ordine degli Ingegneri di Matera ha organizzato un bellissimo convegno sul restauro e con molte probabilità sull’onda di quel successo, Matera sarà capitale dei convegni di settori - anticipa Maragno - la risonanza dell’incontro di marzo è stata tale da porre la città in una posizione di grande rilievo.

Raccogliere intorno alla nostra realtà valutazioni così positive ci rende orgogliosi e  non è giusto non poter rispondere adeguatamente ad una istanza culturale come quell’università.

Noi oggi contiamo su un patrimonio architettonico e urbanistico che ci è stato donato dai nostri genitori e dai nostri nonni e ci dà la spinta a candidarci per l’insegnamento di materie proprio come la tutela ambientale.

Lo dimostra la protesta di Scanzano contro il deposito delle scorie.

Il nostro territorio, oggi, sta lasciando emergere le sue qualità e per questo non possiamo permetterci il lusso di avere solo etichette senza ricadute dirette sul luogo.

Ci stiamo imponendo sotto diversi profili, turistico, culturale e architettonico e per questo la decisione di chiudere la Facoltà non va bene».

A sostegno di questa posizione, il consiglio dell’Ordine degli ingegneri di Matera in un documento stigmatizza con fermezza l’ipotesi di depauperare il nostro patrimonio universitario.

Non vogliamo creare stupide contrapposizioni campanilistiche - tiene a precisare ancora Mario Maragno - anzi ringraziamo i colleghi dell’Ordine di Potenza per l’attenzione che pongono nei nostri confronti.

Veniamo spesso chiamati, infatti,  dai nostri colleghi del capoluogo di regione per  organizzare visite nella nostra città.

Tutti abbiamo voglia che ci siano centri che fungano da faro per la conoscenza».

E’ molto vivace, come conferma il presidente Maragno,  l’attività convegnistica che si svolge in città così come l’attività di realtà come il Musma e la Fondazione Zetema.

«Per tutte queste ragioni non possiamo che presentarci con una cultura universitaria adeguata».

La battaglia, dunque, si preannuncia compatta, su molti fronti, e decisa più che mai a raggiungere un solo obiettivo: impedire che la città si ritrovi con una facoltà universitaria in meno.

a.ciervo@luedi.it

 

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