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La Corte dei conti pretende chiarimenti
sulla gestione dell’impianto di Venosa

Basilicata

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POTENZA - Mancano i «conti giudiziari» dei soldi riscossi dai comuni del comprensorio di Venosa per i rifiuti smaltiti nella discarica del comune oraziano.

Lo ha rilevato la Corte dei conti di Potenza nel giudizio instaurato contro il Consorzio Seari «in qualità di concessionario del servizio di gestione integrata della discarica comunale e degli impianti di preselezione e biostabilizzazione per Rsu (Residui solidi urbani)».

I magistrati contabili hanno intimato alla società di presentare entro 90 giorni i dati mancanti che sono riferiti al 2006, 2007 e 2008 «relativamente alle somme che ha riscosso dai Comuni limitrofi che si servono della discarica, e che era poi tenuto a riversare nelle casse del Comune di Venosa, proprietario della discarica». Altrimenti la procura regionale avvierà un procedimento per sanzionare il Consorzio.

Si parla di sanzioni pecuniarie anche se alla fine non dovesse emergere un vero e proprio danno erariale, come nel caso in cui i conti tra rifiuti conferiti, somme riscosse e riversate in Municipio non dovessero tornare.

«Dalla documentazione acquisita mediante l’istruttoria, ed in particolare dalle risposte fornite ai richiesti chiarimenti - è la tesi sostenuta dal collegio presieduto da Maurizio Tocca, consiglieri Vincenzo Pergola e Giuseppe Tagliamonte - emerge che il Consorzio Seari srl, oltre che introitare dal Comune di Venosa il corrispettivo per il servizio reso al predetto ente locale, effettua riscossioni dagli altri Comuni, che si servono dell’impianto, riscossioni che avvengono, in parte, anche per conto del Comune di Venosa, quale proprietario dell’impianto stesso,  essendo poi tenuto al corrispondente versamento nella tesoreria del predetto Comune».

Per questo i giudici ritengono «che il Consorzio Seari abbia svolto, di fatto,le funzioni di agente della riscossione relativamente alle somme che ha riscosso dai Comuni limitrofi che si servono della discarica, e che era poi tenuto a riversare nelle casse del Comune di Venosa, proprietario della discarica».

Nonostante la ditta abbia sostenuto «in qualità di gestore della piattaforma integrata degli Rsu sita in località Notarchirico provvede al trattamento ed allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani conferiti dai comuni limitrofi e pertanto emette sulla base di apposita tariffa regolare fattura per lo svolgimento dei servizi innanzi descritti». Quindi non andrebbe considerata al pari di un «“agente della riscossione” poiché non ha avuto “maneggio di denaro pubblico”». E con questo non avrebbe avuto l’obbligo di «predisporre e inviare l’apposito conto previsto per gli agenti contabili».

In precedenza il Consorzio Seari aveva già depositato i conti d 2006, 2007 e 2008 «sottoscritti dall’agente contabile, e parificati dal Comune di Venosa» ma soltanto per i servizi resi all’amministrazione della cittadina oraziana «in qualità di concessionario del servizio di gestione integrata della discarica comunale e degli impianti di preselezione e biostabilizzazione per Rsu».

l.amato@luedi.it

 

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