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Il mistero della duna spianata
Rasa al suolo una vasta area di spiaggia protetta

Basilicata

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PISTICCI - Vuoi vedere che a marina di Pisticci qualcuno è riuscito a trovare la formula magica per la tanto invocata destagionalizzazione?
Con un cambiamento, peraltro, così radicale nelle abitudini dei vacanzieri, fino al punto di spingerli ad affollare le nostre spiagge da novembre in poi? E’ il quesito che sorge in seguito ad un sopralluogo in una porzione della spiaggia pisticcese, dove, stando almeno alle apparenze, qualcuno sembra così ottimista da iniziare in pieno autunno lavori di pulizia dell’arenile del tutto simili a quelli svolti a primavera per l’installazione degli stabilimenti balneari.
Solo che sull’area interessata, almeno finora, un lido non c’è, né c’è stato nel corso della bella stagione. La zona è stata fruita come spiaggia libera dai bagnanti. Della vera funzione di questi lavori, mettendo da parte l’ipotesi tanto bizzarra quanto scherzosa di installazione invernale di stabilimento balneare, non si ha al momento una idea chiara. Quel che è chiaro, però, è la loro incidenza sulla duna, un ecosistema protetto e minacciato dall’eccessiva antropizzazione delle fasce costiere. Un tema di cui si parla tanto, ma sul quale si agisce poco e niente, così come avviene ancora troppo spesso per altre note situazioni di degrado lungo alcuni tratti di costa.
L’intervento su questa porzione di spiaggia, sulla sinistra rispetto all’accesso di località “Spiaggetta”, è avvenuta pochi giorni fa, come ha potuto riscontrare Rocco Viggiani, presidente dell’associazione A.l.b.a. e assiduo frequentatore dei luoghi più naturalisticamente apprezzabili del territorio pisticcese, fra i quali, senza dubbio, la fascia costiera.
«Ero stato in questa zona sabato scorso –spiega Viggiani– e si presentava del tutto intatta. Ci sono tornato due giorni fa ed ho trovato questa situazione. Un’area profonda circa 100 metri è stata ripulita e ripianata. I lavori, purtroppo, hanno interessato anche la duna costiera con le sue specie pregiate e protette, come il giglio di mare. Molti esemplari di questa specie sono stati estirpati».
Viggiani non ha idea delle ragioni dell’opera: «Non so chi possa aver fatto un lavoro del genere, ma soprattutto non capisco a cosa serva. Di questi tempi è davvero strano. Posso capire a primavera, quando si prepara la spiaggia per l’installazione dei lidi, ma di questi tempi che senso ha? Inoltre, non mi risulta che lì ci sia un lido». Sembra quasi che qualcuno si sia divertito a ripulire un rettangolo di spiaggia libera nel bel mezzo di ottobre. Solo che l’operazione, oltre ad apparire strana, risulta dannosa per l’ambiente. Viggiani spiega il perché: «Da adesso e per i prossimi mesi è possibile che si verifichino alcune mareggiate ed un’opera del genere non giova certo al contenimento dei processi erosivi e poi, in questa maniera, non si dà nemmeno il tempo alla natura di fare il suo corso. E’ stata sbancata una buona porzione di duna con l’utilizzo di mezzi meccanici che hanno ripulito ed appianato questo tratto di spiaggia. Mi è parsa una operazione strana per la tempistica, inutile e dannosa».
Una operazione che ha influito negativamente sull’ecosistema costiero. A cosa è servita? E chi può averla autorizzata?

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