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Fogna nelle cantine delle case popolari
Residenti in rivolta

Basilicata

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IRSINA - Nella civilissima Irsina, un palazzo di proprietà della Ater, situato in via Togliatti e formato da sei alloggi su tre piani, è costantemente allagato da liquami provenienti da condutture fognarie.
Si può, dunque, ben immaginare l’ira e la disperazione degli inquilini, che da molti anni denunciano lo stato di degrado in cui vivono, e il disinteresse da parte gestori. La struttura in questione, come si vede dalle immagini realizzate dal Quotidiano, è allocata nella zona nord del paese, è una delle quattro palazzine adibite ad uso popolare. Già in alcuni casi, in passato, gli inquilini sono ricorsi alla denuncia formale, per evidenziare la scarsa qualità strutturale degli edifici, tra pezzi di intonaco che cadono dai cornicioni, infiltrazioni d’acqua nei muri, e altre criticità, tutte di tipo strutturale. I responsabili della strutture, titolati ad intervenire fanno capo all’Ater -da quanto emerge dal racconto di alcuni inquilini- opererebbero a tutela degli stabili sempre con interventi leggeri e di pura emergenza, come nel caso dell’allagamento degli scantinati.
«Sono diversi anni –spiegano gli inquilini- che gli scantinati del nostro palazzo si allagano a causa di infiltrazioni di acqua; e fino a quando si trattava di acqua piovana, filtrata dalla strada, diciamo pure che il problema era ancora sopportabile; anche se, questa difficile situazione dura da sempre. Purtroppo –insistono gli inquilini– da un anno circa, a causa di qualche rottura, avvenuta presumibilmente su di una conduttura fognaria, gli scantinati si riempiono di un liquido scuro a dir poco maleodorante, con un olezzo nauseabondo che invade tutto il palazzo, e sicuramente nocivo anche alla situazione igienico sanitaria complessiva.
Abbiamo chiesto aiuto a tutti, potremmo fare un elenco lunghissimo, tra cui l’Azienda sanitaria materana, di intervenire ma senza ricevere alcun riscontro. -affermano scoraggiati gli inquilini intervistati e presenti sul luogo– Siamo delusi e ci sentiamo umiliati da tale situazione , assistiamo impotenti a questo stato di fatto. È davvero paradossale tutto ciò –dice Rossella, una giovane inquilina- in questi giorni assistiamo atterriti a ciò che stà succedendo nel nord dell’Italia a causa delle alluvioni, ma al tempo stesso, notiamo con stupore l’impegno profuso dai tanti volontari che intervengono in aiuto di queste popolazioni, ci chiediamo, ma è possibile che per ricevere un po’ di attenzione su questi problemi dobbiamo per forza attendere che accadano dei disastri e delle tragedie? Noi –interviene Nicola, un altro giovane inquilino– abbiamo paura che questo stabile, che si trova da vent’anni in ammollo, ceda e collassi su stesso, come hanno ceduto le condutture fognarie, io penso che possa accadere la stessa cosa alla struttura fatta di ferrro e cemento».
Da qui, l’invito ai responsabili della struttura, ad operare in modo celere, affinchè si ristabilisca quella situazione di normalità, che gli inquilini meritano. Nei prossimi giorni ritorneremo sulla questione sentendo l’Ater.

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