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Acqua non potabile
La cittadina in tilt

Basilicata

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FERRANDINA - Paura e delirio a Ferrandina in seguito a un’ordinanza del sindaco D’Amelio, che ieri ha letteralmente messo a soqquadro la cittadina aragonese, mandando in tilt i centralini dell’Acquedotto Lucano e scatenando una vera e propria “caccia all’acqua” nei supermercati. Ma cosa è successo? Nei giorni scorsi, l’Arpab aveva effettuato dei controlli sulle risorse idriche nei dintorni di Ferrandina. L’Asm, dopo aver visionato i dati raccolti, aveva mandato una nota al Comune, in cui invitava il sindaco a provvedere in merito all’erogazione dell’acqua potabile. D’Amelio aveva ricevuto la comunicazione giovedì, e ieri mattina ha emesso un’ordinanza in cui ordinava ad AL di sospendere il servizio nella zona normalmente distribuita dal serbatoio posto in zona “Gesù Cristo”, avendo ravvisato la necessità di intervenire per “tutelare e salvaguardare l’igiene e la salute” dei suoi concittadini. Il sindaco, inoltre, disponeva il divieto di utilizzo dell’acqua per fini alimentari o potabili, assicurando l’istituzione di servizi alternativi (autobotti). Verso l’ora di pranzo, sul noto social network Facebook sono spuntate decine di condivisioni dell’ordinanza, e la notizia si è diffusa in breve tempo. AL, preso d’assalto dalle telefonate di decine di cittadini preoccupati, intorno alle 18 ha emesso un comunicato in cui dispone la sospensione del servizio solo nel centro storico. Nel frattempo, il panico era già dilagato, con i supermercati presi d’assalto dalla folla intenta a fare provviste di confezioni d’acqua. Restano ancora da chiarire diversi aspetti della vicenda. II sindaco ha aspettato diverse ore prima di rendere noto il pericolo, e nell’ordinanza non sono state esplicitate le ragioni dell’allarme e le zone interessate. Una serie di mancanze piuttosto gravi, che si uniscono ad una diffusione non proprio ottimale e capillare della notizia. Inoltre, dai rubinetti l’acqua è sgorgata, in tutta la città, fino alla comunicazione finale dell’Acquedotto.

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