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Pd, oggi è il giorno della verità
Il rischio di spaccature è alto

Basilicata

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POTENZA - Si va verso una sorta di rinvio delle decisioni difficili. Il Pd di Basilicata, insomma, prende tempo. Il rischio di creare una frattura insanabile al proprio interno è alta.
Intanto si riparte da una fotografia: Luongo trionfante in mezzo a Paradiso e Braia per le foto di rito. Si riparte dopo oltre tre mesi e mezzo. Si riparte da una situazione completamente mutata rispetto agli assetti che furono determinati per il risultato congressuale a inizio agosto. Si riparte e sarà subito polemica. Anche se le diplomazie negli ultimi giorni hanno tentato di abbassare la febbre.
L’appuntamento è comunque alle 9 e 30 di stamani all’Hotel Vittoria di Potenza. Si svolge la prima riunione dell’Assemblea regionale del Partito democratico di Basilicata. Fitto il programma. 

Dopo i saluti di rito ci sarà da eleggere la Direzione del partito (cioè la squadra di Luongo) che verrà composta con il manuale Cencelli tra le varie anime che compongono il Pd lucano. Ma non oggi. A quanto pare la questione verrà rinviata.
Ci sarebbe da eleggere, inoltre, il presidente dell’Assemblea. Postazione di prestigio che spetta all’area renziana del partito. Ma a quanto pare non si voterà nemmeno per questo. Da quanto è emerso all’inizio dei lavori, subito dopo l’introduzione del presidente della Commissione di garanzia, Laguardia, dovrebbe essere chiesto di invertire l’ordine del giorni per affrontare immediatamente il nodo delicato e cioè quello del petrolio e dell’impugnativa all’articolo 38 del decreto “Sblocca Italia”.
A ieri, in ogni caso, i nomi per la presidenza erano tre: Luca Braia, Mario Polese e Maura Locantore. Ma la questione verrà rinviata ad altra data. In fondo non c’era ancora nessun accordo definitivo.
Ma al netto delle postazioni e degli organigrammi la riunione di stamani è attesa per la questione ormai incandescente sulla materia energetica.
Su questo tema è già stata annunciata una mozione che verrà presentata dall’Area congressuale che fa capo a Dino Paradiso e Piero Lacorazza in cui si chiede al partito l’assunzione di una decisione netta a favore dell’impugnativa contro l’articolo 38. Impugnativa eventuale che a livello istituzionale deve essere assunta dal presidente della giunta regionale e cioè Marcello Pittella. Il quale però, supportato in primis dai suoi e poi anche da Roberto Speranza, non ha voglia di intraprendere la strada dello scontro con il governo nazionale. 

Tanto più dopo aver ottenute quelle modifiche nello Sblocca Italia che vengono considerate vantaggiose.
Ma allo stesso tempo non si vuole nè spaccare il Pd lucano e nè tanto meno accelerare su un no che potrebbe essere contestato con vigore dalla piazza già in agitazione da settimane. Per questo a quanto pare, secondo fonti autorevoli, lo stesso Pittella e il segretario regionale Luongo dovrebbe chiedere (essendoci ancora alcune settimane a disposizione per impugnare) di prendere tempo per ottenere un impegno ufficiale da parte del governo Renzi a modificare l’articolo 38 in sede di Legge di Stabilità o attraverso una legge apposita. Ad ogni il modo il dibattito stamani dovrebbe essere acceso e non si escludono colpi di scena. Non è chiaro in tal senso se sarà della partita, il deputato Vincenzo Folino che essendosi autospeso dal Pd potrebbe disertare l’Asemblea odierna.
s.santoro@luedi.it

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