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Acqua infetta, caos in tre comuni
A Ferrandina scuole chiuse. Coinvolti Pomarico e Miglionico

Basilicata

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FERRANDINA - E’ una situazione incredibile, al limite del grottesco, quella che si sta materializzando in queste ore per i circa 20mila cittadini residenti nei comuni di Ferrandina, Miglionico e Pomarico, per il caos dell’acqua resa inalubre da un batterio, ha raggiunto proporzioni inimmaginabili meno di una settimana fa.
Gli ultimi sviluppi della vicenda, infatti, fanno emergere un problema ben più grave rispetto a quello che si era prospettato inizialmente. La vicenda era cominciata venerdì con il provvedimento del sindaco di Ferrandina, Saverio D’Amelio, che ordinava ad Acquedotto Lucano la sospensione immediata dell’erogazione di acqua potabile nelle zone della città servite dal serbatoio posto in contrada “Gesù Cristo”. Infatti, analisi effettuate dall’Asm, infatti, avevano portato alla luce tracce della presenza di Clostrid (clostridium perfigens) in entrata e in uscita dal serbatoio. Le analisi sui campioni prelevati dall’Arpab erano stati analizzati il 18 novembre, e l’Asm l’aveva girata al primo cittadino due giorni dopo. Il 21, D’Amelio lancia l’allarme, che si trasforma in poche ore in panico tra la popolazione, nonostante le rassicurazioni di AL. I cittadini hanno preso d’assalto i supermercati, per fare scorta di confezioni di acqua, nonostante l’istituzione di un servizio alternativo tramite autobotti. Nel weekend, le abitazioni interessate sono rimaste a secco; poi, domenica sera, un nuovo comunicato del sindaco dava ordine di ripristinare il servizio, con la raccomandazione di utiizzarlo solo per ragioni igienico-sanitarie. Tutto sembrava poter tornare alla normalità in un breve periodo, ma le sorprese per i ferrandinesi non erano ancora finite.
Nel primo pomeriggio di ieri, un presidio formato da una ventina di genitori in piazza Plebiscito cercava di ottenere rassicurazioni per i propri bambini, in merito all’acqua delle scuole elementari D’Onofrio. Infatti, si cominciava a parlare di un problema più esteso e rilevante. Dopo una concitata discussione con l’assessore Giovanni Sinisi, veniva diramata un’ordinanza di chiusura delle scuole cittadine nei giorni oggi e domani. Tutto risolto? Niente affatto. Nei giorni scorsi, erano state analizzate anche le acque dell’altro serbatoio che rifornisce Ferrandina, il “Missile”, ed erano emersi dati ancor più preoccupanti: la concentrazione dei clostridi in entrata e in uscita era due volte superiore a quella dell’altro serbatoio. Tra l’altro, la condotta che serve il Missile è la stessa che passa per Pomarico e Miglionico, dove ieri si è subito disposta la chiusura di tutti i serbatoi. Con effetto immediato, il sindaco ha comandato la restrizione del servizio anche per le case rifornite dal Missile, solo per fini sanitari. Nel frattempo, la piazza si è riempita con oltre duecento persone, che ne hanno bloccato l’ingresso, lamentandosi prevalentemente dell’informazione frammentaria offerta fino a quel momento. L’amministrazione comunale rimbalza le colpe su AL, colpevole di aver omesso i dati e di continuare a dare risposte elusive alle tante legittime domande. Il consigliere di minoranza Camillo Rossi ha richiesto l’intervento del prefetto.

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