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Rifiuti: è ancora emergenza
Diverse le zone che non sono state liberate

Basilicata

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POSSIBILITA’ di conferire i rifiuti in discarica anche negli orari pomeridiani e circolazione di un mezzo dell’Acta in più.
Queste le ultime misure tampone decise dall’assessore comunale all’Ambiente Pasquale Pepe per liberare Potenza dai rifiuti nel minor tempo possibile.
Dopo i cinque giorni di black out in seguito alla chiusura del Centro di trasferenza di Tito, infatti, la città presenta visibili segni di sofferenza.
Da ieri, tuttavia, i mezzi dell’Acta sono in continuo movimento per ripulire le zone più critiche della città, anche sotto segnalazione dei cittadini.
Da lunedì sono stati svuotati i cassonetti del centro storico e poi a seguire, ieri, via Ancona, via Appia, via Messina, Poggio tre galli, via Zara. Oggi dovrebbe toccare a via Angilla Vecchia, Rione Mancusi e Verderuolo. E poi alle contrade. In alcune i mezzi dell’Acta sono già passati a ritirare i sacchetti dell’immondizia, come in contrada Serra, Cerreta e Montocchio. Eccetto gli sforzi di amministrazione e Comune, la situazione resta stabile.
I rifiuti ancora vengono trasferiti alle sole discariche di Sant’Arcangelo, Venosa e Atella, con relative conseguenze sui costi economici dovuti alle spese di carburante, trattandosi di maggiori distanze, e sui costi sociali in termini di tempo impiegato che è di gran lunga maggiore rispetto al conferimento a Tito, rallentando di molto il servizio.
E’ chiaro che una situazione del genere è destinata di nuovo a collassare. Da qui la necessità di un’accelerazione rispetto alla decisione da parte del Parco dell’Appenino Lucano Val D’agri Lagonegrese di concedere l’uso del centro di trasferenza di Tito in deroga almeno per una ventina di giorni, come dichiarato in precedenza. Ma a dieci giorni dall’ordinanza di chiusura, dal Parco nessun cenno.
Lo stesso vale per l’assessore regionale all’ambiente Aldo Berlinguer, nonostante il caso di Tito sia solo la punta dell’icerberg di un sistema generale che non funziona e che al minimo intoppo va in crisi. Sono infatti 25 i Comuni del Centro che conferiscono i loro rifiuti al centro di trasferenza di Tito, oltre al capoluogo di regione.
Si attende con trepidazione, dunque, la conferenza di servizio prevista per venerdì e che – spera Pepe – possa dare buone notizie a riguardo.
Intanto l’amministrazione, come già ricordato più volte, ha provveduto all’invio di tutta la documentazione necessaria per la messa in funzione del centro di trasferenza all’ex inceneritore di San Luca Branca, a Vallone Calabrese, per il quale – vista l’emergenza- pure aveva chiesto un’apertura in deroga. Si sono già tenuti dei sopralluoghi con Provincia, Regione, Asp e Arpab, durante i quali Pepe ha mostrato quanto l’impianto meccanico sia pronto all’uso già da tempo.

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