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De Nicola parla del futuro della Fiat
tra cassa integrazione e nuovi modelli

Basilicata

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MELFI - La Fiom Cgil di Basilicata ha chiesto un esame congiunto sindacati azienda, con incontro da svolgersi in Regione, dopo la notizia della nuova cassa integrazione cui potrebbero incappare i lavoratori di San Nicola di Melfi. Per il segretario regionale: «diventa necessario entrare nel dettaglio di questa inattesa richiesta - spiega il sindacalista, Emanuele De Nicola - perché probabilmente c’è stata eccessiva fretta nel dire che a gennaio sarebbe ripartita la produzione e la fine della crisi per il lancio dei nuovi modelli. Ora diventa necessario comprendere quante persone coinvolgerà realmente questo ulteriore ricorso all’ammortizzatore sociale partendo dal dato che tutti devono tornare al lavoro. Auspico una rotazione dei lavoratori su tutti i modelli considerato che la Grande Punto ormai scende di produzione ogni giorno di più e non si può pensare di penalizzare solo una parte dei dipendenti Sata. Vorremmo capire inoltre le reali ragioni tecniche che hanno portato a questa ennesima Cig perché nessuno si aspettava la richiesta». Presto in Sata si voterà per il rinnovo della Rsu ma: «ora si impone la revisione della tempistica sulla consultazione - aggiunge il segretario Fiom, De Nicola - perché non credo si possa più andare alle urne entro la fine del 2014. Si lavori dunque per gennaio prossimo. Per quanto ci riguarda non esprimiamo nessuna contrarietà al voto ma resta inteso che le regole devono essere condivise partendo dal fatto che non siamo firmatari del Ccnl e non abbiamo intenzione di farlo in futuro. Non possiamo accettare le regole della Fiat ma solo quelle contenute nel contratto collettivo specifico di lavoro. Già in passato abbiamo chiesto di partecipare ma la nostra richiesta non è stata accettatala da Fiat e soprattutto dalle altre organizzazione sindacali. La sentenza della Corte Costituzionale ha poi riconosciuto e legittimato la nostra posizione e del resto presentammo le nostre liste manifestando disponibilità a partecipare al voto in piena democrazia. Noi non accettiamo ricatti ed i lavoratori devono sempre essere sempre messi in condizioni di votare liberamente. La Cig certo non agevola questa consultazione elettorale perché si ha paura di non lavorare in caso di voto libero. Ecco perché occorrono regole certe per tutti».

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