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Comunali, si fa largo l’election day
Pronto un emendamento nella manovra

Basilicata

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LA PROSPETTIVA del voto per le Comunali 2015 a Matera porta sempre di più ad uno slittamento al mese di maggio, la data più gettonata è domenica 17, quando ci dovrebbe essere l’election day con il voto per i sei Consigli regionali e per le elezioni amministrative in tutta Italia.
Anche Matera interessata dal prossimo appuntamento elettorale è attenta a questo tipo di vicende che potrebbe cambiare non tanto gli scenari ma soprattutto i tempi degli eventi che si vanno sviluppando in queste ultime settimane.

Il voto in molti consigli regionali era previsto per marzo così come nella città di Matera che aveva anticipato dopo il commissariamento, la data di cui si legge e si parla è quella del 29 di marzo, ma la decisione dell’election day che sta maturando a livello nazionale in queste ultime ore potrebbe risolvere la situazione e portare la città ad una lunga marcia di avvicinamento alle Comunali 2015.
La conferma che la prospettiva è quella dell'election day per le elezioni amministrative e regionali del prossimo anno sta in un emendamento del Governo alla legge di stabilità che indicherebbe con chiarezza questo tipo di prospettiva.
«Per il 2015 - spiega la relazione tecnica - sarebbe possibile accorpare in un turno unico le elezioni locali e quelle dei consigli regionali da rinnovare che altrimenti dovrebbero essere convocate in un termine precedente (l'ultima domenica di marzo) in ragione della data delle elezioni del 2010».
Una prospettiva che dunque diventa quantomai concreta anzi probabilmente a portata di mano. I prossimi giorni definiranno una decisione che comunque entro la fine dell’anno dovrebbe essere definita ma che sembra trovare anche una serie di opinioni positivi a livello politico e sotto più profili.
COSA CAMBIA - In una città come quella di Matera già proiettata per molti versi sulle scelte future, che deve ancora sciogliere molti nodi e che pensa proprio alle prossime elezioni come snodo fondamentale di una capitale della cultura il rinvio di un mese e mezzo modifica di certo alcune dinamiche politiche.
Soprattutto interne al Partito Democratico che dovrà definire i propri equilibri interni, cercare una soluzione unitaria, confermare un eventuale sostegno alla ricandidatura di Adduce.
Tutte risposte che continuano a dividere e per le quali serve tempo per trovare una soluzione ammesso che ci sia la possibilità di trovare questa soluzione.
In caso di voto a marzo le risposte e i nodi andavano affrontati subito e sciolti già nel prossimo gennaio.
Ora ci sarà più tempo per aspettare anno nuovo e trovare una soluzione fino al prossimo mese di febbraio.
Non è detto però che basti più tempo per portare consiglio.

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