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Una triste
favola di Natale

Basilicata

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ERA UN INVERNO freddo, ma stentava a nevicare nonostante il Natale fosse alle porte. La crisi mordeva e le vetrine, pur addobbate, lasciavano intravedere i negozi vuoti. In citta’ viveva una anziana signora che dedicava la sua giornata ad accudire cani e gatti randagi.
Percorreva chilometri per dare da mangiare ai suoi beniamini e per assicurarsi del loro stato di salute .A volte era stata anche aggredita da qualche mascalzone che non sopportava le sue creature. Ma non se ne curava. Lei continuava imperterrita la sua opera di assistenza.
Gli animali la adoravano e vederla all’opera ti toccava il cuore.
Un giorno, la cosidetta antivigilia, la donnina ebbe un malessere. Aveva saputo da poco di essere gravemente malata. Dovette pertanto ricoverarsi urgentemente presso l’ospedale della sua citta ’nonostante, per note e recenti vicende , non si fidasse di quella struttura.
Alla vigilia di Natale fu finalmente fatta la diagnosi e le fu comunicato che avrebbe dovuto subire un intervento chirurgico, anche in tempi relativamente brevi. Il chirurgo che le parlo’ fu molto brusco e le disse senza mezzi termini che la situazione era molto grave e l’intervento rischiosissimo.
La povera donna cadde cosi’ in uno stato di grande sconforto e prostrazione . Lei ed i suoi familiari espressero il desiderio di essere dimessi, confidando di volersi rivolgere ad una altra struttura .A questo punto si verificarono, da parte di alcuni chirurghi, veri e propri atteggiamenti di vessazione nei confronti della donna che non voleva riporre fiducia nella loro opera. Tutto cio’ aveva creato una vera condizione di panico e insicurezza anche nei familiari che ,avendo contattato un chirurgo di loro fiducia. avevano ottenuto la disponibilta’ immediata al trasferimento presso la struttura diretta dallo stesso.
Era giunto il giorno di Natale e l’anziana signora avrebbe dovuto dimettersi il giorno dopo per essere direttamente ricoverata nella nuova struttura .Nella loro ingenuita’ e confortati dall’ immaginare che avrebbero incontrato, come ci si aspetterebbe da chi deve anteporre gli interessi dei pazienti a tutto ,comprensione e umanita’,ebbero la malaugurata idea di informare i medici di questo programma Non l’avessero mai fatto. La donna ,nonostante le sue precarie condizioni di salute e di prostrazione ,fu indotta a lasciare l’ospedale nella tarda ,fredda e piovosa sera del Natale .Praticamente l’avevano buttata fuori adducendo spiegazioni contraddittorie e prive di senso pur di vedere soddisfatta la contrarieta’ nei confronti di chi non riusciva a superare il profondo senso di sfiducia nei loro confronti.
Oggi c’e’ chi si prende cura dei suoi randagi certamente con piu’ amore e attenzione di quello che aveva ricevuto l’anziana donna.

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