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Salvato dalla polizia da una rissa, tenta un furto
Riacciuffato confessa 12 reati

Basilicata

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PISTICCI - Aveva lasciato il Commissariato dopo essere stato sostanzialmente “salvato” da alcuni agenti di Polizia, intervenuti su chiamata per una rissa.
Ma un volta al sicuro, è tornato in strada ed ha cercato di rubare un’auto. Arrestato dalla stessa Polizia, dopo aver opposto resistenza, ha confessato ben 12 furti nell’ultimo anno e mezzo.
E’ accaduto a Pisticci, dove un 26enne del posto, da tempo oggetto di sospetti, con tutta probabilità minacciato da alcuni tarantini nel centro jonico, si era barricato all’interno di un circolo in seguito alla lite. Recatisi sul posto, il Commissario capo, Gianni Albano, dirigente del Commissariato di Pisticci, insieme all’ispettore e ad altri poliziotti, hanno trovato solo il ragazzo, che si era chiuso nel locale, ancora molto impaurito.
«Rassicurato dagli operatori –è riferito nella ricostruzione della Questura di Matera- ha poi aperto la porta e ha riferito che imprecisati individui erano venuti da Taranto per dargli una lezione per uno sgarbo subìto». Il pisticcese, abituale consumatore di droga e sospettato di aver commesso alcuni furti, è stato quindi condotto in ufficio per tutti i chiarimenti del caso.
Si è appreso che il “regolamento di conti” era dovuto a mancati pagamenti di sostanza stupefacente. Successivamente il giovane ha lasciato gli uffici del Commissariato. Alle 2.30 gli agenti sulla Volante, «hanno notato un uomo che, presa in mano una grossa pietra, l’ha scagliata con impeto contro il finestrino di un autovettura parcheggiata. Quindi vi si è introdotto, cercando di metterla in moto. I poliziotti –prosegue la ricostruzione della Questura- sono prontamente intervenuti e contestualmente hanno provveduto ad informare la sala operativa. Al sopraggiungere del capo equipaggio della Volante, il ladro ha aperto fulmineamente la portiera dell’automobile colpendolo violentemente ad una gamba al fine di sottrarsi alla cattura. Nonostante il dolore, l’operatore non si è arreso e, con l’aiuto del collega e del personale a bordo di un’auto civetta sopraggiunta nel frattempo, su cui c’era anche il Commissario capo Albano, è riuscito a raggiungere e a bloccare il furfante. Era lo stesso soggetto che qualche ora prima aveva rischiato il pestaggio e che era stato salvato dalla Polizia.
In verità, la sua versione dei fatti non aveva pienamente convinto gli investigatori che avevano deciso opportunamente di tenerlo sott’occhio». Tornato in Commissariato e messo dinanzi all’evidenza del suo coinvolgimento anche in altri recenti episodi criminosi, l’uomo ha deciso di collaborare a pieno con la Polizia.
«Così, alla presenza del suo legale di fiducia, ha confessato di aver commesso, tra l’estate del 2014 e l’ultimo Natale, ben 12 furti. Il ricavato veniva poi portato a Taranto e scambiato con la droga. E’ stato arrestato per tentato furto aggravato di autovettura, resistenza, violenza e lesioni personali a danno di un pubblico ufficiale.

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