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Caos trasporti
Scioperi e tagli

Basilicata

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POTENZA - È stato uno sciopero spontaneo quello dei lavoratori Cotrab che ieri hanno bloccato il servizio di trasporto pubblico su gomma dalle 5.30 fino alle 13.30.
Un segnale di protesta nei confronti delle scelte dell’amministrazione comunale, in ultimo quella di chiudere le scale mobili di Santa Lucia e Viale del Basento. Voci circolavano in merito già da alcuni mesi senza smentite o conferme dal Comune di Potenza.
Lo stesso, però, interviene oggi per criticare la scelta dei lavoratori, affermando che il Comune non ha ricevuto comunicazione in merito all’ interruzione del servizio di trasporto pubblico «ed è stato quindi impossibilitato – spiega l’assessore – nel darne adeguata comunicazione alla cittadinanza». Richiamando la normativa della Commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali che «stabilisce il rispetto di fasce orarie nelle quali deve essere effettuato il servizio completo», l’amministrazione afferma che «valuterà ogni utile iniziativa tesa ad appurare quanto accaduto e le azioni che si riterrà opportuno intraprendere».
Se non è in discussione il rispetto delle leggi, lo è però il rispetto dei cittadini utenti quale obiettivo primario di un’amministrazione. Non c’è dunque giustificazione alcuna per il mancato necessario preavviso sulla chiusura delle scale mobili, per dare ai fruitori abituali – seppur pochi secondo l’amministrazione in carica - la possibilità di organizzarsi.
La comunicazione ufficiale è arrivata infatti solo ieri, quando le porte del ponte attrezzato e delle scale mobili di viale del Basento erano già chiuse.
La giunta comunale di Potenza su proposta dell’assessore Gerardo Bellettieri ha disposto la chiusura degli impianti della scala Mobile “Santa Lucia- Ponte Attrezzato” e scala Mobile “Basento”e la modifica degli orari di funzionamento degli impianti della Scala Mobile “Prima” e della Scala Mobile “Via Armellini – Via Due Torri” con i seguenti orari: 7.15 – 14.30 e 15.15 – 21.00, per una questione economica. Si legge nella delibera: «I costi di gestione e manutenzione delle strutture suddette sono tali da non consentire la loro copertura economica con gli introiti derivanti dalla bigliettazione e l’attuale situazione economica dell’ente obbliga, in pratica, a disporre decisioni volte a razionalizzare le spese dell’amministrazione, con particolare riguardo alla ottimizzazione dei servizi offerti all’utenza. In particolare, per le Scale Mobili Santa Lucia- Ponte attrezzato, esiste un pregresso non soddisfatto nei confronti della ditta Kone s.p.a. che ha finora effettuato l’assistenza tecnica e la manutenzione previste per legge dell’impianto, pur in assenza della formalizzazione del contratto di affidamento, relativamente agli anni 2013 e 2014 e che la stessa ditta ha diffidato l’Ente al pagamento di quanto dovuto, paventando l’interruzione delle prestazioni finora offerte e, di conseguenza, la interruzione della funzionalità degli impianti».
Per la Scala Mobile “Basento” «analogamente – continua - i costi di gestione sono abbondantemente superiori agli introiti ricavabili e che il relativo bilancio d’esercizio è nettamente in perdita, a motivo della scarsissima affluenza dei cittadini».
Per quanto riguarda gli altri impianti (viale Dante – viale Marconi, Via Armellini – Via Due Torri) la turnazione passa a due turni di lavoro «richiedendo in tal modo la presenza di un numero complessivo inferiore di addetti e garantendo, in ogni caso, la fruizione degli impianti all’utenza per la maggior parte della giornata». Insomma, il problema fondamentale del Cotrab sembra essere oggi il personale.
154 unità in tutto, di cui circa la metà rischiano il licenziamento tra chiusura scale mobili e riduzione di più di 2 milioni di chilometri su gomma nel nuovo piano di esercizio. Queste tra le motivazioni dello sciopero, insieme alle ultime tre mensilità arretrate.
Il tutto in piena inchiesta giudiziaria sul consorzio - specialmente per quanto riguarda certe assunzioni clientelari - a pochi giorni dalla scadenza del contratto di servizio e l’ennesima possibilità che per fronteggiare l’emergenza si dia ancora il servizio in affidamento al consorzio con proroga, nonostante sia questo uno dei motivi del disastro del trasporto pubblico locale, arrivato a costare 16 milioni di euro l’anno. Intanto oggi ci saranno due incontri con i lavoratori e i sindacati, uno con il prefetto l’altro con il presidente regionale Pittella, mentre domani il nuovo piano di esercizio dovrebbe arrivare in consiglio comunale per essere approvato.

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