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La Martella
Discarica chiusa entro tre mesi

Basilicata

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MATERA -Due, forse tre mesi e la discarica del borgo La Martella verrà chiusa. Il motivo semplice è quello dell’esaurimento dello spazio a disposizione ma il dato che maggiormente lascia riflettere è che non esiste al momento un’evidente alternativa a cui aggrapparsi per cui trascorsi i due-tre mesi anche Matera si troverà nel bailamme regionale e dovrà cercare un altro centro dove portare i propri rifiuti, difficilmente in Basilicata e altrettanto difficilmente fuori. Una situazione che ha del paradossale ma che mette le sue radici nella gestione complessiva della questione rifiuti a livello regionale.
Ieri intanto il sindaco di Matera Salvatore Adduce ha confermato al “Quotidiano” ciò che già aveva anticipato sabato scorso nel corso della conferenza di bilancio di cinque anni di attività: «non abbiamo la possibilità di poter usufruire oltre della discarica, una volta esaurito lo spazio disponibile dovremo chiudere.
E’ una scelta obbligata che ci troviamo davanti e che faremo, provvederò a comunicarlo formalmente nei prossimi giorni anche alla Regione.
Abbiamo fatto tutti i tentativi per cercare delle soluzioni che potessero permetterci di fronteggiare la situazione nel rispetto delle norme, adesso dovrà essere il sistema a corrispondere anche alle necessità di Matera città così come noi abbiamo contribuito a fare nel corso di questi anni ed anche questo è il motivo per cui ci troviamo in questa situazione».
Adduce non nasconde il fatto che anche questa situazione in mancanza di un piano complessivo ed alternativo di gestione e raccolta può creare un problema che porta al collasso il sistema regionale dei rifiuti: «il rischio collasso a livello regionale mi pare una questione reale e adesso anche Matera si troverà di fronte a questa situazione ed in presenza di problemi che si addensano in numerosi altri centri della provincia che sono fermi.
Abbiamo provveduto in questi mesi al tavolo dell’Osservatorio sui rifiuti a cercare una soluzione senza riuscirci, ci sono oggettive difficoltà e ci sono delle procedure da dover rispettare che non è possibile velocizzare per cui in questo momento non vedo altre alternative». L’ipotesi che era stata avanzata qualche mese fa era quella di uno spostamento dei rifiuti del Materano fuori regione in modo da poter avere il tempo di approntare un piano di intervento ma anche su questo il primo cittadino di Matera fa notare: «mi sembra che un tentativo sia stato già fatto con la Puglia ma che la risposta non sia stata particolarmente positiva, del resto ognuno ha i suoi problemi da dover affrontare anche se è vero che la quantità di rifiuti di cui stiamo parlando è davvero limitata rispetto ad altre situazioni. Il problema rimane aperto e vedremo come sarà possibile affrontarlo».
Va ricordato in particolare che la discarica di Matera tra preoccupazioni e polemiche ha continuato a fronteggiare in questi mesi le questioni e le difficoltà derivanti dal percolato che fuoriusciva e che ha creato non poca apprensione.
Negli anni passati era stata presentata ed approvata anche dalla giunta regionale precedente un’Aia (autorizzazione integrata ambientale) per un’estensione della quantità di rifiuti da poter raccogliere in discarica, circa 60.000 tonnellate in più che avrebbero permesso altri due anni di autonomia. Quell’Aia però non ha mai superato i diversi step necessari per arrivare al via libera, anzi si è fermata ben prima ed oggi dunque Matera arriva ad una situazione di resa che rigetta nelle mani della Regione la decisione da prendere su come affrontare l’emergenza rifiuti.
«Faremo come hanno fatto altre realtà finora, chiederemo ospitalità per i prossimi mesi, ci verrà indicata la strada» conclude Adduce.
La questione rifiuti però rischia di diventare una questione sempre più ampia e delicata a livello regionale. Oggi che anche Matera sta per entrare, che siano due o tre mesi poco importa, in condizione di emergenza.
Questa sera in un incontro a La Martella con i residenti del borgo il sindaco si troverà probabilmente a dover toccare, sia pure indirettamente, anche questa questione che porta alla chiusura della discarica di La Martella così come era stato previsto ma senza un piano di gestione della raccolta dei rifiuti in città.

p.quarto@luedi.it

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