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Lagonegro: il tribunale che verrà
Gherardo Cappelli, nuovo presidente del foro

Basilicata

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LAGONEGRO – Il neo eletto presidente dell’Ordine degli avvocati presso il Tribunale di Lagonegro Gherardo Cappelli - 59 anni, laureato alla Federico II di Napoli, più di trent’anni di carriera alle spalle - si è messo subito al lavoro col suo staff «per ottimizzare l’azione del Presidente del foro unificato Matteo Claudio Zarrella». E nella riunione del 18 febbraio scorso, la prima dopo quella dell’insediamento ufficiale successivo alle consultazioni tra gli iscritti, ha già provveduto a ratificare le nomine proposte dal consiglio per le cariche interne. Giuseppe Sabella, con lui a capo della lista che ha battuto “Avvocatura unita” con 2717 preferenze e 859 voti di scarto, sarà il consigliere segretario per i prossimi due anni, quando si avvicenderà con lo stesso Cappelli per altri due, fino al termine della consiliatura. Il tesoriere è Demetrio Ricciardone, mentre i vice presidente sono Antonio Rienzo e Katia Di Palma. Insieme a loro sono stati eletti da un’altissima percentuale di votanti – precisamente l’82,53% degli aventi diritto – gli avvocati Teresa Tedesco, Carmela Coronato, Corrado Cerbino, Luigi Papaleo e Sebastiano Tanzola, oltre a Mariele Speranza del raggruppamento concorrente capeggiato da Michele Marcone, che peraltro ha presentato un reclamo all’Ordine Nazionale dell’Avvocatura per presunte irregolarità procedurali dopo aver abbandonato il seggio per protesta. «Si tratta di una pura formalità, relativa al numero minimo indicato dalla legge per la rappresentanza della quota di genere, dietro la quale Marcone ( già presidente dell’ordine al Tribunale di Sala Consilina prima che venisse accorpato a quello di Lagonegro ) cerca di mascherare la sonora sconfitta subita nelle prime elezioni dopo l’unificazione dei consigli dei due ordini, avvenuta l’1 gennaio 2015 – ha dichiarato Cappelli. Noi avevamo tre donne candidate e un’altra, l’unica, è stata eletta nell’altra lista, per cui la composizione del consiglio è pienamente legittima. Al reclamo risponderemo nelle sedi opportune, ci vorranno parecchi mesi e credo che sarà respinto; intanto andiamo avanti nel solco segnato dal precedente consiglio, presieduto da Rosa Marino, perché al netto del processo telematico nulla è cambiato e svolgeremo le stesse funzioni di sempre. Proveremo a farlo mettendoci al servizio dei colleghi che rappresentiamo e le cui istanze vogliamo sostenere con convinzione, soprattutto per quanto riguarda le esigenze di quelli provenienti da Sala e dal Vallo di Diano che patiscono probabilmente le difficoltà maggiori. Mi riferisco agli orari delle udienze, alle attrezzature a disposizione e anche ai parcheggi: il nostro compito è supportare la classe forense con capacità gestionali e buona volontà». Sui risultati del processo di accorpamento determinato dalla riforma della geografia giudiziaria Cappelli è cauto: «Tanti avvocati di Sala sperano ancora che venga ripristinato il vecchio tribunale, anche se qui a Lagonegro non ne vogliono sentir parlare, e io sarei il primo ad andare a Roma scalzo a ritirare la copia del decreto al Ministero. Non sono assolutamente favorevole all’unificazione dei due fori, cha ha permesso la conservazione di quello lucano ma ha comportato inesorabilmente la soppressione di quello campano. Tuttavia si tratta di una decisione presa, alla quale bisogna adeguarsi: sicuramente è un percorso che va completato e migliorato e che deve portare al giusto amalgama, che per il momento non è stato ancora raggiunto nonostante gli sforzi di tutti».

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