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Mediterranea, danni per 12 milioni
Quantificato il risarcimento per i piccoli azionisti

Basilicata

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POTENZA - Una buona notizia per i tanti piccoli azionisti dell’ex Banca Mediterranea che, da anni, aspettano che vengano riconosciuti i danni subiti dopo l’ingresso della Banca di Roma nella compagine societaria della Banca Mediterranea.
L’operazione, che risale alla prima metà degli anni Novanta, ha letteralmente cancellato i risparmi di tanti piccoli azionisti che, però, ora potrebbero avere un risarcimento. E comunque, per il momento, almeno le vittime di questa vicenda hanno visto quantificato il loro danno.
Sulla base delle conclusioni del consulente nominato dal giudice istruttore nel novembre dello scorso anno, infatti, i piccoli azionisti hanno subito un danno «di circa 12 milioni di euro».
A riferirlo è Alfredo Sonnessa, presidente del comitato a cui hanno aderito circa 160 piccoli azionisti della Banca Mediterranea.
Il consulente - ha spiegato Sonnessa - ha stabilito che «i danni causati ai soci della Banca Mediterranea dal consiglio di amministrazione, negli 1993-1994, ammontano a circa 500 miliardi di lire».
Secondo Sonnessa, «oggi, finalmente, sulla base delle conclusioni della consulenza tecnica d’ufficio, gli aderenti al comitato dei piccoli azionisti potranno ottenere il riconoscimento dei loro diritti e il risarcimento dei gravissimi danni subiti, sia economici sia morali», quantificati appunto in 12 milioni di euro in totale.
La prossima udienza del processo civile è in programma nel giugno 2015. Dal punto di vista penale è intervenuta nel 2002 la prescrizione.
«I piccoli azionisti della Banca Mediterranea - ha spiegato Sonnessa qualche mese fa - sono stati gravemente e irreparabilmente danneggiati dagli amministratori dell’Istituto di Credito (come già dichiarato una prima volta dal Tribunale di Potenza nel 2003), con il colpevole e determinante beneplacito dell’Istituto di Vigilanza, e con il finale tornaconto del Banco di Roma. Per di più infliggendo un duro colpo all’economia dell’intera Regione. Dopo quasi un ventennio, e infiniti ostacoli soprattutto procedurali frapposti ad ogni livello da quanti sono ancora interessati a seppellire tutto nel dimenticatoio, si intravede una soluzione soddisfacente per il Comitato».

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