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Nuova condanna per D’Amelio
Ci sono 21.000 euro da risarcire

Basilicata

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FERRANDINA - Nuova condanna della Corte dei Conti per il sindaco di Ferrandina, Saverio D’Amelio. L’ex senatore dovrà risarcire 7.257 euro per aver provocato un danno erariale alle casse del Comune. Il fatto risale al 2007, quando D’Amelio era al precedente mandato e in qualità di sindaco avea firmato l’atto con cui veniva indebitamente erogato uno compenso da dirigente al funzionario Domencio Lategana.
Ma D’Amelio, che nel frattempo è stato eletto nuovamente sindaco, non è l’unico a dover rispondere di danno erariale. Perché, in questa complessa vicenda, la condotta più gravosa sarebbe quella tenuta proprio Lategana che ora dovrà risarcire 14.514: i due terzi dei complessivi 21.771, rappresentati dalla differenza tra quello che Lategana avrebbe dovuto percepire e quello che illegittimamente ha percepito. Il collegio giudicante, nella sentenza di qualche giorno fa, parla di “disegno preordinato” da parte del funzionario del Comune, come si evincerebbe dal successivo tentativo di “occultare” i fatti relativi all’assegnazione dell’incarico dirigenziale. Se Lategana fosse il principale artefice, a D’Amelio la Corte dei Conti contesta comunque «una condotta gravemente negligente e superficiale»: è stato lui ad aver adottato l’atto ufficiale con cui venivano conferito a Lategana, titolare di “posizione organizzativa”, una funzione dirigenziale non legittima, visto che non era prevista da nessuna pianta organica del Comune. Da cui conseguiva trattamento economico più elevato da quello che gli sarebbe spettato per il suo reale inquadramento. «Un decreto “preconfezionato” a mia insaputa»: si è difeso così il primo cittadino che di là a qualche mese sarebbe stato sostituito dal sindaco Ricchiuti. Difesa che però non è bastata a evitargli la condanna, perché - come sottolineano i giudici contabili - «il danno erariale è stato provocato dalle condotte di entrambi». Di certo c’è - come riconosce anche la Corte dei Conti - che Latenga avrebbe agito per “nascondere” quella a tutti gli effetti era una promozione. Come dimostra il fatto che il funzionario, per equiparare il suo stipendio a quello di un dirigente, aspetta l’insediamento del nuovo sindaco Ricchiuti. «Emerge, di conseguenza, ed in modo conclamato, il preordinato disegno del dottor Lategana - scrivono i giudici contabili - di ricavare, secondo modalità e tempistiche sottratte a qualsivoglia riscontro, dal provvedimento sindacale di conferimento di funzioni dirigenziali – pure superficialmente formato, in ragione di quanto prima chiarito – vantaggi economici di natura stipendiale assolutamente affrancati dalla natura, dalla “ratio” e dalla funzione del medesimo, sì da tradirne e sconvolgerne la finalità».
L’ “anomalia” veniva alla luce solo a seguito di una una verifica delle retribuzioni del personale dipendente del Comune di Ferrandina, attivata dal segretario comunale nel 2008 per definire la stabilizzazione del personale precario: veniva alla luce che la retribuzione annua percepita da Lategana nel 2007 non corrispondeva al ruolo ed alle funzioni svolte in qualità di responsabile di posizione organizzativa, quanto a quelle di un vero e proprio dirigente comunale. Con un danno erariale per le casse del Comune, per una retribuzione non dovuta, per una somma che la Corte dei Conti ha stabilito in 21.771 euro.

m.labanca@luedi.it

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