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Come salvare Palazzo Calenda
Incontro organizzato dal Comitato Pro centro storico

Basilicata

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PICERNO – Un incontro promosso dal neonato comitato “Pro Centro Storico di Picerno”, nel Palazzo Mancini. Un primo incontro, quello di sabato sera, pensato per iniziare a discutere della valorizzazione dei palazzi storici, nonché del centro storico di Picerno, partendo da Palazzo Calenda, uno degli ultimi castelli lucani, fulcro della resistenza del 1799, che ha dato il riconoscimento di “Leonessa della Lucania” alla comunità picernese.
Un incontro che, però, si è poi trasformato in un acceso, ma rispettoso e comunque costruttivo confronto (almeno questo è quello che si augurano i picernesi) tra i cittadini intervenuti e Massimo Calenda, che vive a Napoli ed è uno dei proprietari del palazzo, oltre che con il sindaco Giovanni Lettieri. Il Palazzo Calenda, a quanto pare, ormai da troppi anni (da subito dopo il terremoto del 1980) non è stato messo in sicurezza, e i cittadini lamentano lo stato di degrado, oltre che la presenza di ratti nella zona, problemi di igiene pubblico e la pericolosità della struttura, che ha già ceduto al suo interno in diverse aree negli anni. Ma andiamo in ordine.
In una sala affollata ha dato il via all’incontro Filomena Martino del comitato picernese, che ha sottolineato come sia importante la rivalutazione del centro storico: «i nostri palazzi –ha dichiarato - possono diventare luoghi d’interesse, e creare turismo. Dobbiamo apprezzare e rivalutare quello che abbiamo, per un futuro migliore». Poi ha preso la parola Massimo Calenda, uno degli eredi del palazzo, tra i proprietari. Quest’ultimo, nel sottolineare il legame con la terra picernese, ha anche ricordato come sia importante uno spirito di collaborazione per valorizzare non solo Palazzo Calenda ma tutto il centro storico di Picerno. Lui, che ha passato gran parte dell’infanzia in terra picernese, è stato accompagnato nel comune da Patrizio Rispo, amico e attore meglio conosciuto come Raffaele di “Un Posto al Sole”.
Palazzo Calenda che però non è in sicurezza. Ed è così che il sindaco, Giovanni Lettieri, ha colto al volo l’invito alla collaborazione, per risolvere la problematica, in primis dell’igiene pubblico nell’area e anche della sicurezza. I cittadini dell’area, e non solo, hanno paura per eventuali crolli. Sulla vicenda della messa in sicurezza, e su altre ordinanze emanate negli anni dal comune di Picerno, ci sono dei procedimenti giudiziari. Lo stesso Lettieri ha ricordato come sia importante una sinergia tra pubblico e privato per valorizzare e rivalutare sia il centro storico che Palazzo Calenda.
In una sala piena sono intervenuti diversi cittadini, che hanno sottolineato lo stato di degrado del Palazzo e il disinteressamento - da troppi anni - a loro dire, della famiglia Calenda e del Comune a mettere in sicurezza il palazzo e l’area. Dal pubblico è intervenuto anche Mario Salvia - sindaco di Picerno dal 2004 al 2009 - ricordando che l’amministrazione da lui guidata fece una proposta di acquisto del Palazzo ai Calenda, per farlo diventare casa comunale. Trattativa che poi si sarebbe bloccata.
«Calenda ha dimenticato Picerno», ha esordito qualcuno dal pubblico, «non è modo quello di conservare un fabbricato», ha sottolineato qualcun’altro. Insomma, a quanto pare per i picernesi non è proprio il momento di parlare di una eventuale ristrutturazione e rivalutazione del centro storico e di Palazzo Calenda, se prima quest’ultimo non viene messo in sicurezza per garantire la pubblica incolumità.
Da parte del sindaco la garanzia a intervenire per mettere in sicurezza, nei limiti del possibile, l’area. Poi da ambo i lati - a quanto pare e in pubblico - pare sia stato trovato un accordo di massima per iniziare a ragionare su quali iniziative intraprendere. Per garantire in primis la pubblica incolumità, igiene pubblico e la sicurezza del Palazzo e dell’area.
Poi a seguire per iniziare a ragionare sulla ristrutturazione e rivalutazione (fondi permettendo) del Palazzo e del centro storico. Un incontro comunque, a quanto pare, costruttivo. Inizierà così un dialogo tra comunità, amministrazione comunale e famiglia Calenda per risolvere le varie problematiche. Ciò che la comunità ha chiesto ad alta voce durante l’incontro.

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