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Petrolio, la Regione dice no a 5 permessi
Da Ravenna le compagnie rilanciano

Basilicata

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A POTENZA, la Giunta regionale boccia cinque nuovi i permessi di ricerca idrocarburi: dallo Jonio a Senise, dal parco di Gallipoli Cognato, a Tolve, la Regione dice “no” a nuove estrazioni, in linea con il principio che ormai si è data. In contemporanea, da Ravenna - dov’è in corso l’Offshore Mediterranean Conference - è ancora una volta il direttore del Mise, Franco Terlizzese, a tornare a parlare delle estrazioni lucane. E per rassicurare: «I nostri impianti sono tra i più sicuri al mondo». Anche in Basilicata. Dove - spiega il dirigente - ci sono i giacimenti più grandi dell'Europa continentale: quello della Val d'Agri e di Tempa Rossa. «Dal punto di vista ambientale sono previsti i più elevati standard di valutazione, regole più stringenti e programmi di monitoraggio della sismicità, delle deformazioni del suolo e delle pressioni e di poro nel rispetto delle linee guida recentemente pubblicate». «Le stesse procedure di sicurezza applicate nell’offshore per il controllo degli impianti - assicura Terlizzese - delle strutture e delle condizioni ambientali, si stanno seguendo anche per la terraferma». Ma da Ravenna, dov’è in corso il meeting delle compagnie petrolifere, e dove Total ha portato in esposizione le eccellenze lucane, arriva anche un altro appello. «Un Paese che non investe nella ricerca e’ un Paese dove l’industria petrolifera, che oggi vanta un primato di eccellenze tecnologiche, rischia di non avere un futuro». Insomma, le grandi del petrolio chiedono di andare avanti in Italia, per sfruttare al meglio le potenzialità del sottosuolo. Ma, come si diceva in apertura, proprio ieri, il Governo regionale ha espresso parere negativo a cinque richieste sottoposte al procedimento di Via, tutte con parere negativo del comitato tecnico regionale per l'ambiente. Il primo è il permesso di ricerca liquidi e gassosi denominato “Tempa La Petrosa”. Riguarda i comuni di Colobraro, Montalbano Jonico, Nova Siri, Rotondella, San Giorgio Lucano, Tursi e Valsinni e Sant’Arcangelo e Senise. Era stato richiesto dalla Total E&P Italia. Il permesso è stato valutato dai tecnici della Regione in contrasto con la norma che prevede l’impossibilità di agire all’interno di aree naturali protette e nei territori sottoposti a tutela paesistica. Infatti, quest’area comprende territori che fanno parte del Parco nazionale del Pollino. «È un no ben ponderato, non aprioristico», ha affermato l’assessore Berlinguer. E’ stato valutato negativamente anche per il permesso denominato “Oliveto Lucano”, sempre di Total, che interessa i territori dei comuni di Accettura, Calciano, Cirigliano, Garaguso, San Mauro Forte, Stigliano, Oliveto Lucano e Tricarico e Albano di Lucania, Campomaggiore, Castelmezzano e Pietrapertosa. Le motivazioni del diniego riguardano il pregio naturalistico del territorio, incompatibile con ulteriori attività di ricerca e di coltivazione di idrocarburi. “No” anche al "Torrente Alvo" nel comune di Tolve, per la perforazione del pozzo esplorativo "San Simeone1" proposto dalla società Appennine Oil & Gas spa; e alla concessione idrocarburi denominata “Policoro” per cui era stato presentato il progetto per la perforazione del pozzo esplorativo “Molino Vecchio 1” da parte della società Gas Plus Italiana srl. Qui la perforazione risultava a soli 2 km dal Sic “Bosco Pantano di Policoro e Costa Ionica del Fiume Sinni”. Ed, infine, permesso di ricerca respinto anche per la società Canoel Italia srl e per il suo progetto denominato “fiume Cavone 1” nel Comune di Pisticci. Qui la società aveva richiesto di rilevare accumuli di gas. Il Ctra ha ritenuto incompatibile l'attività estrattiva in un'area a principale vocazione agricola, per di più protetta da tutela paesaggistica e inserita nel Piano Territoriale del Metapontino, istituito nel febbraio del 1990, che interessa un’ampia fascia di territorio jonico.
«La Regione ha una linea ben precisa: no a nuove estrazioni” – ha concluso l’assessore - Le concessioni attuali sono una realtà che viene da lontano. Prendiamone atto. Ma il futuro è nelle nostre mani e dobbiamo saperlo gestire».

m.labanca@luedi.it

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