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Il prefetto e la questione Fenice
D’Acunto ha incontrato il sindaco

Basilicata

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LAVELLO – Consiglio comunale straordinario per accogliere il Prefetto di Potenza, Antonio D’Acunto.
Presenti alla cerimonia, oltre all’amministrazione comunale e i consiglieri, i funzionari del Comune, i rappresentanti degli istituti scolastici, accompagnati dal baby sindaco Nunzia Laus, i rappresentanti delle Forze dell’ordine, del Centro impiego per l’agricoltura di Lavello e i parroci.
Nel salutarlo, il presidente del Consiglio, Raffaele Avigliano, ha sottolineato il grande orgoglio per l’onore che il prefetto ha riservato alla città con la sua presenza, ringraziandolo per l’attenzione che ha voluto riservare alla comunità lavellese, simbolo di grande opportunità e di disponibilità al dialogo.
«Questa cerimonia – ha affermato il sindaco Altobello - così sobria ed essenziale per accogliere il Prefetto, sia tuttavia importante per stabilire un rapporto di collaborazione e cooperazione, affinché la sua alta funzione possa aiutare i cittadini».
Infatti il sindaco ha spiegato che benché Lavello possa vantare di essere uno dei pochi comuni in Basilicata a mantenere i conti in pari, le ultime manovre del governo centrale, hanno posto l’ente in una condizione di stritolamento e di incapacità di operare.
«Per fortuna - ha aggiunto - Lavello è una città baricentrica, probabilmente “poco lucana”, ma molto produttiva, dinamica, con forte coesione e radicata alla cultura ancorata a principi inalienabili. Anche in ambito lavorativo, comincia a muoversi qualcosa che sta mitigando la crisi dei mesi precedenti».
Il primo cittadino ha inoltre ricordato l’esperienza dell’estate scorsa che visto Lavello offrire aiuto a immigranti in cerca di asilo politico, un’esperienza che ha intensificato sicuramente quel processo di integrazione e di apertura culturale che fa di Lavello il comune con più alta percentuale di immigrati regolarizzati.
Infine Altobello ha voluto affrontare un tema molto caro a tutta la comunità lavellese: la questione dell’inceneritore Fenice di San Nicola di Melfi.
«Occorre ripristinare il patto democratico tra istituzioni e territorio contro forme di impianti di inquinamento, poiché di fronte a scarsi controlli da parte delle Istituzioni regionali, la fiducia ormai è venuta a mancare».
Il prefetto ha manifestato grande piacere nel dare personalmente un saluto diretto alle realtà locali per dimostrare la sua vicinanza alle comunità, garantendo la propria disponibilità al dialogo e a trovare le soluzioni migliori per far fronte a temi delicati, quali appunto quello dell’inquinamento ambientale. «La presenza del prefetto - ha concluso Altobello - è un segnale di grande disponibilità per la collettività, significa essere vicino alla gente che ha bisogno di risposte efficaci. Dobbiamo essere orgogliosi del nostro territorio».

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