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La trappola del “Balcone 38”
dove si incastrano i camion

Basilicata

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MONTESCAGLIOSO – “Balcone 38”, la singolare protesta, iniziata questa estate dai proprietari di uno dei palazzi storici di Montescaglioso, situato in pieno corso della Repubblica, è ormai il simbolo di una problematica, quella della viabilità e dell’incolumità pubblica, ma anche della salvaguardia dei beni architettonici di pregio, dell’intero centro storico. Conosciuto come Balcone 38, è inserito in uno dei più importanti ed antichi palazzi del centro storico della città Gioiello d’Italia, ma la sua, seppur piccola sporgenza sul corso principale che porta all’abbazia Benedettina, concepito due secoli fa per il passaggio di carrozze e calessi, rappresenta un vero problema per l’incolumità dei passanti.
Danneggiato per ben tre volte in nove mesi in seguito all’urto di camion furgonati che attraversano il centro storico per lo scarico merci, Balcone 38 ha rischiato nel pomeriggio del Giovedì Santo di trasformarsi anche in uno strumento mortale per i passanti che fortunatamente in quel momento non transitavano lungo il corso.
Questa volta, infatti, la pesante ringhiera è stata completamente divelta, precipitando sulla strada a diversi metri di distanza dopo aver danneggiato la facciata del palazzo.
L’annosa vicenda dei tanti balconi di corso Repubblica, più sporgenti rispetto ai marciapiedi e quindi sull’area della carreggiata, è finita spesso sulla cronaca dei giornali per aver provocato danni e feriti. Gli episodi ormai non si contano più; una questione che va avanti da trenta anni e che negli ultimi tempi si è fatta sempre più frequente forse per l’intensificarsi del traffico. La cartellonistica, posta a destra e a sinistra del corso, segnala la presenza di balconi sporgenti ma permette il transito di autocarri al di sotto delle 3,5 tonnellate, senza considerare che il vero problema è l’altezza dei mezzi, ma anche la dimensione della carreggiata che non consente il passaggio contemporaneo di un’autovettura ed un camion o un camper. Quel pomeriggio i proprietari, in tutta fretta e soprattutto pensando di preservare l’incolumità dei passanti, utilizzarono la ringhiera caduta in strada per segnalare e transennare, la parte sottostante il balcone.
Dopo qualche giorno, però, al danno si è aggiunta la beffa, perchè si sono visti recapitare un’ordinanza del sindaco, che li intimava a rimuovere la ringhiera applicando una sanzione di 169 euro, per aver occupato la carreggiata senza autorizzazione, violando così l’articolo 20 del Codice della strada.
Una vera e propria beffa per i proprietari, che hanno provveduto a rimuovere “l’ostacolo”, ma all’apertura degli uffici comunali dopo le festività, hanno protocollato una precisa richiesta al sindaco Silvaggi, ovvero di emanare una ordinanza per demolire definitivamente il balcone in questione, trasformandolo in un balcone alla francese.
Una provocazione si spera, ma che metterebbe loro al riparo di eventuali risarcimenti per i danni arrecati a cose e persone. Di sicuro una situazione che pone l’amministrazione Silvaggi e gli uffici competenti a considerare le possibili soluzioni, che potrebbero essere una differente regolamentazione della circolazione degli autoveicoli come un senso unico per una parte del corso facendo defluire almeno le autovetture verso stradine parallele. Considerare inoltre la possibilità di effettuare lo scarico merci in determinati giorni o orari con sosta dei mezzi ingombranti in piazza Roma. Una Ztl sarebbe la soluzione, in una città a vocazione turistica, ma andrebbe condivisa pienamente da residenti e operatori commerciali.
Una su tutte però la priorità, impedire che tali eventi accadano nuovamente e, soprattutto, considerare che stiamo parlando di un centro storico che va preservato e valorizzato prima tutto anche adottando coraggiose decisioni impopolari.

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