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Il sindaco di Scanzano dopo il gesto intimidatorio
«Io divulgatore di legalità, non mi fermeranno»

Basilicata

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SCANZANO JONICO - Aveva già ricevuto una minaccia con tanto di proiettili in municipio nel 2007, ora con la minaccia di venerdì Santo, consistita in una testa di agnello lasciata dinanzi ad una attività commerciale di famiglia accompagnata da un biglietto con gli “auguri di Pasqua” il sindaco di Scanzano Jonico, Salvatore Iacobellis, in carica dal 2006 si è trovato di fronte ad una nuova metodica mafiosa di "avvertimento". Ma da cosa ? A questo sta cercando di rispondere l'autorità inquirente. Tanti i messaggi di solidarietà giunti nel frattempo, non appena la notizia é trapelata nelle scorse ore.

«A questa vicenda bisogna dare la giusta dimensione - ha detto al Quotidiano il primo cittadino - ci sono, mi passi il termine, abituato. Da anni mi batto per la legalità e contro la criminalità. Dico ormai le stesse cose da anni, l'unica differenza é che oggi a Scanzano c'é un controllo serratissimo da parte della Compagnia dei carabinieri di Policoro, questo unito ad una mia forte denuncia e appello ai cittadini ad isolare i delinquenti, credo dia molto fastidio, come dimostrano i risultati raggiunti di recente dalle forze dell'ordine». Iacobellis, insignito nel 2009 del premio "Mimmo Beneventano insieme al giornalista, Sandro Ruotolo, sembra non essere per niente scalfito dall'accaduto. Addirittura è maggiormente determinato a continuare nel suo impegno. «Per quanto mi riguarda - ha aggiunto - continuerò senza lasciarmi condizionare da questo episodio, a svolgere l'incarico di sindaco della comunità, convinto che solo con la denuncia collettiva si possono isolare i fenomeni delinquenziali».

Il primo cittadino scanzanese entra poi nel merito della vicenda criminosa che lo ha riguardato di recente. «Questo episodio - ha concluso - non è legato alla mia attività amministrativa, ma ritengo che lo sia di più per il mio impegno da divulgatore della legalità».
Il gruppo consiliare Coordinamento di minoranza, intanto, in un documento scrive: «Condanniamo con fermezza e decisione episodi criminosi di tal specie, rimarcando ancora una volta che l’amministrazione comunale tutta, senza distinguo ideologico o politico alcuno, è compatta nel difendere il sacrosanto principio di legalità e nell’affermare che il popolo di Scanzano, nella stragrande maggioranza, è composto da gente onesta e laboriosa. Auspichiamo che l’ottimo lavoro sin qui svolto dagli inquirenti possa proseguire assicurando alla giustizia i colpevoli di tali deprecabili episodi».
Sull’atto intimidatorio interviene anche Angelo festa dell’associazione Famiglia e sussidiarietà: «Desidero esprimere il più vivo sentimento di solidarietà e di vicinanza al Sindaco di Scanzano, Salvatore Iacobellis, da anni in prima linea per denunciare e contrastare i reati di estorsione e usura e per promuovere la cultura della legalità.
Al sindaco Iacobellis rinnoviamo, quindi, la nostra stima e ribadiamo il nostro impegno a organizzare insieme iniziative di sensibilizzazione contro il racket e l'usura e per essere al fianco degli imprenditori e commercianti, al fine di abbattere il muro del silenzio, denunciando le illegalità, e operando in sinergia con le forze dell’ordine, che compiono ogni giorno il proprio dovere, e la magistratura».

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