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Chiusi in caserma per quattro ore
Parla il fotografo vittima dei guardaspalla di Marino

Basilicata

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GRASSANO - E’ di Grassano il giovane fotografo, che l’altro giorno a Roma è stato trattenuto per circa 4 ore nella caserma della Polizia municipale insieme ad un giornalista del “Il Tempo”. Si tratta di Pasquale Carbone, che lavora come fotografo per conto della Gmt, e insieme al giornalista Augusto Parboni stava aspettando che il sindaco di Roma, Roberto Marino, uscisse dal barbiere per fargli alcune domande sull’ultima stangata approvata dalla sua Giunta con il nuovo Piano del traffico.
E proprio qui scatta la spiacevole disavventura per i due giornalisti, quando agenti della scorta del sindaco Marino si avvicinano chiedendo loro i documenti. I due replicano agli agenti e una parola tira l’altra vengono trasferiti alla e 17.30 in caserma. Negli uffici della Polizia locale inizia una trattativa per la consegna del materiale fotografico utile a farli uscire prima, ma i due giornalisti non ci stanno e chiedono di poter parlare con un avvocato, perché le foto scattate su un luogo pubblico ed a una personalità pubblica sono di interesse dell’informazione. Solamente dopo quattro ore vengono rilasciati.
Sulla questione è intervenuto anche il presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Jacopino, per quanto accaduto ai due colleghi de Il Tempo, contestando il metodo adottato dalle Forze dell’ordine di Roma sequestrando un macchina fotografica ed un taccuino di un giornalista mentre svolgevano solamente il proprio lavoro. Pasquale Carbone ha solo 23 anni, è partito per Roma alcuni anni fa per rincorrere il sogno che aveva sin da piccolo: fare il fotografo. Una passione, quella per la fotografia che ha potuto praticare da subito sin da quando , ancora tredicenne partecipava, dandosi da fare, al lavoro di una troupe di professionisti che si occupava di servizi matrimoniali. In paese tutti lo conoscono per la sua vivacità, ma soprattutto per il “colore dei suoi capelli”, sempre disponibile, gentile e cordiale con tutti spesso rientra a Grassano per trascorrere alcuni giorni con la sua famiglia.
Lo abbiamo raggiunto telefonicamente per chiedergli qualcosa in più su questa disavventura. «Sto collaborando con il gruppo Gmt -ha commentato Pasquale- grazie al Alfredo Falcone, che ha voluto credere nelle mie capacità. E collaborando come fotografo con Il Tempo mi sposto nella città passando da un evento ad un altro così come la giornata di lavoro viene programmata. Un pomeriggio normale, sembrava tutto semplice bisognava aspettare il sindaco Marino che uscisse dal suo barbiere per fargli qualche domanda e qualche foto e poi via in redazione a mettere giù il pezzo. Purtroppo siamo stati bloccati così come abbiamo spiegato già nell’articolo uscito nei giorni scorsi».

Cosa hai pensato mentre eri in questura?

«Intanto mi è stato vietato di usare il telefonino, per questo il mio primo pensiero ai miei genitori e l’ansia, che avrebbero provato all’assenza di una mia risposta. E poi un pensiero: come giustificarmi con la mia famiglia del fermo in Questura per una foto scattata al sindaco?».

Torneresti a lavorare in Basilicata?

«Certo, anche domani mattina, purtroppo in Basilicata siamo ancora lontani dalle prospettive di svolgere una professione come la nostra, giustamente retribuita. La città anche se caotica racchiude il mondo della moda, lo sport la politica quello che la gente vuole vedere. Anche se devo dire che grazie a Matera capitale della cultura europea 2019 per noi le cose iniziano a cambiare e finalmente conoscono di più la nostra Regione, comprendono che viverci costa meno, che si mangia bene, ma che ancora, purtroppo, non viene scelta per viverci».

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