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Nova Siri, gli indagati respingono le accuse
Don Antonio fornisce nuovi spunti di indagine

Basilicata

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NOVA SIRI - Si sono svolti ieri, davanti ai Giudici per le indagini preliminari di Potenza e Matera, gli interrogatori di garanzia degli indagati nell’ambito dell’inchiesta “Logout”, che ha portato i carabinieri della Compagnia di Policoro ad identificare otto persone, accusate a vario titolo di adescamento ed abusi sessuali su di un 13enne di Nova Siri, con l’aggravante della continuazione. Tre gli arrestati in regime di domiciliari, il parroco 48enne di San Costantino di Rivello, don Antonio Calderaro, il cameraman di Scanzano Jonico, Gino Montinari, e il miglionichese Attilio D’Alessandro. Gli altri 5 indagati, tra cui Vincenzo Casanova, 41enne di Montalbano Jonico, hanno solo l’obbligo di presentarsi alla Polizia giudiziaria, come stabilito dalla Procura di Potenza, competente per le indagini. Ieri mattina al tribunale di Matera, davanti al Gip per rogatoria Rosa Bia, sono comparsi Montinari, difeso dall’avvocato Antonio Cantasano; D’Alessandro, difeso dall’avvocato Emilio Nicola Buccico e Casanova, difeso dall’avvocato Filippo Vinci. A Potenza è stato sentito a sua garanzia don Antonio, difeso dagli avvocati Gennaro Lavitola e Giuseppe Labriola. Il parroco ha risposto per circa due ore alle domande del Gip, fornendo dettagli e particolari ritenuti utili dal suo collegio difensivo, per ulteriore approfondimenti delle indagini; non si sa se anche l’autorità giudiziaria deciderà di tenerne conto. Ha parlato anche Montinari, spiegando con dovizia di particolari tutte le circostanze relative ai fatti a lui contestati e negando ogni addebito. Ieri stesso il suo legale ha presentato ricorso al Riesame per chiedere la revoca dei domiciliari, non sussistendo rischio di inquinamento delle prove, fuga o reiterazione del reato. Scelta, quella del ricorso, non adottata dai legali di don Antonio e D’Alessandro, che attenderanno l’esito dell’iter giudiziario preliminare.
Si è avvalso della facoltà di non rispondere, invece, l’operaio montalbanese Vincenzo Casanova.

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