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Discarica in una sosta della Basentana
E' così che accogliamo i turisti?

Basilicata

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POTENZA - Forse nessuno se n’è accorto. Così un nostro lettore, Quintino Di Vona, ha pensato bene di testimoniare uno dei tanti scempi che si stanno consumando a danno del nostro territorio, perchè - ci scrive «si conosce bene il danno in termini economici che ha colpito e continua a mettere in ginocchio i produttori agricoli dell’area tristemente nota come “Terra dei fuochi”».
Il tratto fotografato è sulla Sicignano-Potenza, «nella prima piazzola di sosta che si incontra imboccando lo svincolo autostradale di Sicignano degli Alburni sul tratto RA05 del tratto Sicignano-Potenza della strada europea E847». La competenza è del compartimento Anas di Potenza, come dimostra anche la foto (puntualissima) del cartello. E le foto sono chiare: una discarica a cielo aperto. E non è un modo di dire.
«Un territorio reso discarica - scrive Di Vona - una volta indossata la maglia nera della pericolosità ambientale, si avvia a quel declino economico che diventa un inarginabile “maelstrom”, che inghiotte sacrifici, investimenti, costose campagne pubblicitarie di valorizzazione turistica, potenzialità e peculiarità del territorio, da cui è difficilissimo uscirne».
Il problema, è vero, sono i controlli. O meglio la loro assenza. Ma, in questo caso, si può dare tutta la responsabilità solo “a chi governa”? C’è un problema di educazione civica anche tra i cittadini?
«Il problema legato al deturpamento del territorio, soprattutto per l’indiscriminato e irresponsabile abbandono di rifiuti casalinghi e industriali in discariche abusive, deve essere affrontato tout-court sul nascere, onde evitare conseguenze poi difficili da gestire nonché costose nel ripristinare lo status quo».
Quella strada, tra l’altro, è situata a qualche decina di metri da un torrente che defluisce nel fiume Tanagro. «L’area di sosta sottesa al maestoso massiccio degli Alburni, che dovrebbe permettere allo stanco autista una sosta di ristoro e la visione di un panorama di grande fascino, offre tutt’altro spettacolo; in tale area vi è un accumulo di pneumatici, scarti di lavorazione, rifiuti casalinghi, residui di lavorazione edile e pezzi di ricambio di autocarrozzerie. Cosa è accaduto e che cosa non sta funzionando nel verso giusto, in termini di controlli da parte di chi ne è preposto, per il verificarsi dell’abbandono e dell’accumulo di una considerevole e pericolosa quantità di rifiuti in tale area? Il problema e il disagio sono principalmente connessi all’inciviltà e all’incoscienza dei cittadini incapaci di comprendere la pericolosità dell’avvelenamento dei terreni; avvelenamento che poi lo si ritrova nei prodotti ortofrutticoli, caseari, enogastronimici che si consumano tutti i giorni. E non va nemmeno sottovalutato il danno di immagine per la Basilicata visto che l’arteria autostradale è proprio la strada che collega la A3 SA-RC a Matera e sarà percorsa dai molti turisti in visita dopo la recente nomina di Capitale Europea della Cultura».

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